
Esternalizzare. Sembra il verbo del nuovo millennio, soprattutto in virtù di possibili risparmi dei costi di gestione dei vari enti. Fatto sta che, dal 2009, un’apposita convenzione stabiliva che la società Coopservice si occupasse di vigilanza armata, portineria, manutenzione servizi anti-incendio, sicurezza e controllo accessi nei locali della Regione. Un mondo, quello cooperativo, sul quale intende indagare il capogruppo della Lega Nord in Regione, Alan Fabbri: «Ci sono vincoli specifici, per queste società che si occupano di servizi di vigilanza. L’articolo 9, per esempio, stabilisce apposite misure di formazione del personale, anche sui rischi – dice Alan Fabbri – e di sicurezza nel lavoro.» Coopservice, nel suo piccolo, costituisce un caso, visto che la società gestisce la sicurezza, la televigilanza e così via in diverse sedi di Bologna, oltre alla sede di Ferrara, dell’ex centro ippico, per un appalto da 390mila euro (come dispone la determinazione 7713 del 2013). Qual è il punto? «Negli scorsi mesi – dice Fabbri – sindacati e movimenti politici, anche nella nostra regione, hanno presentato e proposto iniziative legislative per regolare il fenomeno delle cooperative spurie ed evitare lo “sfruttamento” dei lavoratori. Proprio la società Coopservice è stata recentemente al centro di forti polemiche per alcuni suoi comportamenti giudicati lesivi della dignità dei lavoratori, specie nel settore della sicurezza, su questioni legate ai salari e alla concessione degli appalti. Chiediamo – in un’apposita interrogazione, firmata dallo stesso capogruppo Ln – alla Regione se tutto questo è vero, ed anche se l’apposita convenzione abbia rispettato tutti i parametri e le disposizioni previsti per l’esecuzione dei servizi. Inoltre, vogliamo sapere dalla Giunta se intenda regolamentare al più presto o meno il fenomeno delle cooperative spurie in Emilia-Romagna.»
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna













