lega nord
L’Unione di Prodotto Costa si configurerebbe come un soggetto dinamico, operante per budget e affiancando soggetti privati sul mercato. Peccato che alcune voci di consulenza, gli stessi atti deliberativi, i bilanci, gli atti di gara e l’elenco di incarichi e consulenze non siano chiaramente reperibili in rete, sul sito di un ente che utilizza denaro pubblico. Evidente che, in queste condizioni, sia più che legittimo il dubbio di qualche conflitto di interesse. Su questi presupposti, il capogruppo della Lega Nord in Regione, Alan Fabbri, ed il consigliere Massimiliano Pompignoli, hanno presentato un’interrogazione all’Assemblea legislativa. Soprattutto, alla luce del fatto che tra coloro che hanno ricevuto consulenze da Upc, vi sia Antonio Carasso, su incarico dell’attuale assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, per anni presidente della stessa Unione di Prodotto Costa. «Stando a quanto si apprende dagli organi di informazione, Antonio Carasso – che è anche titolare di una società di consulenza – avrebbe ricevuto in passato dalla stessa UPC diversi incarichi per un valore stimato in circa 18mila euro all’anno – dicono Fabbri e Pompignoli –. In rete, non si trovano bilanci e incarichi di consulenza, ma sappiamo che dei 2 milioni e 152mila euro stanziati complessivamente, ed approvati con delibera di Giunta 2019 del 2013, per finanziare le quattro unioni di prodotto emiliano-romagnole, circa un milione di euro è stato assegnato alla sola Unione di Prodotto Costa.» L’affondo del gruppo della Lega, a questo punto, è inevitabile: «Chiediamo all’Amministrazione se ritenga legittima l’assegnazione di consulenze che, negli scorsi anni, l’attuale assessore Andrea Corsini, ex presidente Upc, avrebbe conferito al suo ex coordinatore, Antonio Carasso. E quali iniziative si intendano prendere in futuro per evitare forme di conflitto di interesse.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna