Si mettano d’accordo: questo la sintesi del rapporto:
– “Il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità”;

– “Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto”;

– “per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi”;

– “Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali”;

– “Questo risultato permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali”.

La domanda doverosa da porsi è: ci sono dei segnali di una situazione emergenziale attuale e concreta che possa legittimare la decisione del Premier Conte di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020, oppure stiamo assistendo a qualcosa di molto diverso?

Se lo chiede il Sen Enrico Aimi, Capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Esteri