Il caso della giovane capotreno aggredita e molestata da un gruppo di quattro uomini due giorni fa è solo l’ultimo, gravissimo, episodio, in ordine di tempo, che ci fa capire quanto la situazione in fatto di sicurezza sia degenerata nel nostro Paese. I quattro uomini – magrebini secondo le prime ricostruzioni – non solo hanno accerchiato la capotreno e l’hanno molestata ma hanno anche massacrato il macchinista intervenuto per proteggerla. Una furia incontrollata e pericolosa che si è abbattuta sul personale di Tper Trenitalia, a bordo di un treno diretto a Bologna. E’ già gravissimo essere arrivati a questa situazione, dover constatare giorno dopo giorno che, tra baby gang e gruppi di uomini socialmente pericolosi, le nostre stazioni non sono più sicure. Ma quel che è peggio è vedere come le richieste di chi opera nel settore non siano ancora state accolte. E vale a dire installazione di tornelli e porte dei treni apribili solo con il biglietto. Ma – aggiungiamo noi – qui la questione è molto più profonda e ha direttamente a che fare con il tema dell’immigrazione. Se a queste persone che seminano odio, terrore, disordine sociale viene consentito di scorrazzare liberamente per il Paese nella totale impunità, è il nostro sistema sanzionatorio che ha un problema. Non ci può essere tolleranza per chi agisce in questo modo, per di più in branco: servono pene severissime, che arrivino fino all’espulsione dal Paese, non ci stancheremo mai di ripeterlo. E solo il centrodestra saprà agire con polso fermo per arginare quelle che sono diventate vere e proprie piaghe sociali. Non possiamo più parlare di “casi isolati”, stiamo vivendo una vera e propria emergenza sicurezza.
Enrico Aimi, senatore e coordinatore regionale Forza Italia Emilia-Romagna