Enrico Aimi membro laico e Presidente della prima commissione del CSM commenta il suo voto contrario al parere, predisposto dalla sesta commissione, sul disegno di legge volto a modificare la disciplina della prescrizione penale discusso questa mattina in Plenum.

“La prescrizione è un istituto centrale nel nostro ordinamento giuridico, per questo desta interesse e discussione.

Rappresenta, innanzitutto, una rinuncia alla potestà punitiva dello Stato, decorso un lasso di tempo ragionevole.

Ma ha certamente anche un importante effetto deflattivo. Per questo mi sono posto una domanda semplice, semplice: si impiega più tempo a ricalcolare una prescrizione o a celebrare un processo?

Nella stragrande maggioranza dei casi, il calcolo sarà peraltro di poco momento e, anche nelle questioni più complesse, il tempo necessario sarà ovviamente inferiore a quello per audire le parti processuali, gli imputati, i testimoni, periti e consulenti, senza voler parlare degli estenuanti rinvii,    sempre in agguato.

È un dato oltremodo intuitivo. Per questo il PNRR è un obiettivo che verrà raggiunto, a riforma approvata, con un margine elevato di successo anche rispetto agli standard richiesti dalla Commissione Europea.

La norma transitoria, poi, auspicata nel parere del CSM, rischierebbe di trasformarsi in un autentico boomerang giudiziario, sottoponendo la legge che lo recepirebbe a rischio di impugnazione davanti alla Corte costituzionale.

 Uno dei cardini del nostro sistema, al quale non possiamo mai derogare, e infatti quello dell’applicazione della legge più favorevole al reo. Per questo più che dare indicazioni sarebbe opportuno applicare la legge nei suoi più alti dettati.

Consigliere On. Avv. Enrico Aimi    CSM