
L’introduzione delle misure inserite nella cosiddetta “Agenda digitale” e gli accordi presi con le Camere di Commercio avrebbero dovuto favorire lo sviluppo del cosiddetto “Fasciolo elettronico”. In sostanza, la Pubblica Amministrazione dovrebbe entrare adesso “in punta di piedi”, nella vita delle aziende, cercando di non sfiancare le imprese a suon di burocrazia. Ora, il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi, vuole sapere se le cose stanno effettivamente così. Un’informativa richiesta con un’interrogazione diretta all’Assemblea legislativa. «Un anno e mezzo fa, si è registrato l’accordo tra la Regione, le Camere di Commercio (Unioncamere; ndr) e le imprese, allo scopo di favorire ed accelerare la comunicazione elettronica», chiarisce il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi. In un’epoca, sottolinea il Carroccio, in cui la comunicazione multipolare è una condizione imprescindibile, ma in cui la burocrazia deve necessariamente essere più “leggera” nei confronti delle imprese. «Questo Fascicolo elettronico – dice Bargi – avrebbe dovuto sgravare di molte imposizioni burocratiche le aziende, poiché le istituzioni trovano in quest’ultimo strumento tutte le informazioni necessarie. Ad un anno e mezzo dalla sottoscrizione dell’accordo – sottolinea il consigliere Ln – chiediamo alla Regione di relazionare sullo stato di applicazione dello strumento elettronico.» La nascita di quest’ultimo, favorita anche dall’approvazione in aula di un ordine del giorno della Lega, nell’ambito della discussione sulla cosiddetta “Agenda digitale”. Un argomento che la Ln sta portando anche all’attenzione del Parlamento. «Chiediamo alla Giunta regionale – anticipa Bargi – quali altre misure e quali stanziamenti siano stati messi in conto, per favorire l’impresa giovanile, allo scopo di rilanciare così l’economia in un momento di crisi perdurante.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













