Partecipazione al voto inattesa: alle ore 19 in Italia oltre il 38% degli aventi diritto al voto ha espresso la propria scelta, con la città di Bologna vicina al 49%. Sono numeri significativi, in diverse altre occasioni si è registrato un numero ben più basso di votanti; ben più alta l’affluenza odierna rispetto al referendum del 2020 relativo alla riduzione dei parlamentari, che comunque fu partecipato più di altri, consultazione che ebbe una percentuale finale del 51,12%. In quell’occasione vinsero i SI’ con il 69,96% , questo per dire che con una percentuale molto alta di votanti, incrementano di molto le possibilità di vittoria per una scelta affermativa. Questo dicono esperti e sondaggisti, ovviamente sono ipotesi: sono lo spoglio delle schede dirà l’esito . Fin dalla mattina tanta gente alle urne; l’affluenza, in merito al voto referendario, alle ore 12 è stata pari al 14,92% degli aventi diritto: la Regione più virtuosa è stata l’Emilia Romagna con il 19,44% dei legittimati al voto, fanalino di coda ka Calabria. Possibile esprimere la propria preferenza fino alle ore 23 odierne, mentre i 61.533 seggi disposti nella penisola saranno aperti domani, lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15. Il quesito referendario riguarda la riforma della giustizia che introduce, tra l’altro, la separazione delle carriere dei magistrati. Il referendum confermativo, uno strumento di democrazia diretta disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, non ha bisogno di quorum. Sulla scheda compaiono due opzioni: , per confermare la legge; No, per respingerla. E l’elettore esprimerà il proprio voto tracciando un segno su una sola delle due risposte. Votando “” si conferma la legge approvata dal Parlamento. Votando “No” la legge viene respinta.