Annunciati i selezionati dell’ADI CERSAIE Design Award e
dell’ADI CERSAIE Exhibit Design Award

— Sono stati annunciati i selezionati dell’edizione 2026 degli
ADI CERSAIE Awards, i riconoscimenti promossi da ADI – Associazione per il Disegno
Industriale, Delegazione Emilia-Romagna, in collaborazione con Cersaie, dedicati alla
qualità del progetto nel settore della ceramica, dell’arredobagno e degli spazi espositivi.
Con i nuovi naming ADI CERSAIE Design Award e ADI CERSAIE Exhibit Design Award, i
premi confermano e rendono ancora più riconoscibili i due ambiti di osservazione: da una
parte il prodotto, dall’altra lo spazio espositivo, inteso non come semplice contenitore ma
come parte integrante del progetto e strumento di relazione tra impresa, prodotto e pubblico.
Nel corso delle giornate di Cersaie 2026, le giurie hanno visitato gli stand e analizzato
prodotti e allestimenti presenti in fiera, individuando le proposte capaci di esprimere una
particolare qualità progettuale e di interpretare attraverso il design le trasformazioni in
atto nel settore.
La selezione restituisce così uno sguardo trasversale sulla cultura contemporanea del
progetto: dalla ricerca sui materiali e sui processi produttivi all’innovazione tipologica e
tecnologica, fino alla capacità degli spazi espositivi di costruire esperienze, narrazioni e
nuove modalità di relazione con il comunicato precedente e centrata sul valore della selezione
ADI CERSAIE EXHIBIT DESIGN AWARD 2026
Azienda: SINTESI CERAMICA – Gruppo Ceramiche Gresmalt
Stand: RED PLACE – UN LUOGO D’INCONTRO
Design: STUDIO MI·LO
L’allestimento costruisce un paesaggio di volumi archetipici fuori dal tempo, denso di memoria e forza contemplativa.
I volumi definiscono un’agorà contemporanea in cui l’esposizione del prodotto si fa narrazione di luoghi tra spazio privato e collettivo.
Un progetto di impatto visivo ma funzionale al racconto del prodotto, frutto di una efficace
complicità tra azienda e progettista.
Azienda: COOPERATIVA CERAMICA D’IMOLA
Stand: NUOVO PARADIGMA
Design: STUDIO ARCHDESIGN DI MARIO TOMBACCINI E UFFICIO MARKETING
COOPERATIVA CERAMICA D’IMOLA
L’impianto architettonico del progetto unitario, candido e fluido, cela interni scuri e intimi,
dove l’assenza del superfluo esalta la materia ceramica.
Le linee morbide e le trasparenze invitano all’esplorazione fino alla piazza centrale, riuscendo a fondere in maniera convincente la visione del brand e i nuovi linguaggi artistici
contemporanei.
Azienda: YUKARI
Stand: Cersaie 2026 – Stand concept
Design: Massimo Naldini + Lo Studio Design
Uno spazio sospeso, dove il tempo rallenta. Un corridoio in penombra accompagna
gradualmente verso la luce, costruendo un percorso percettivo in cui la manifattura
giapponese si racconta attraverso la materia e il gesto della mano, esaltando il valore
artigianale e la cura del dettaglio.
La qualità progettuale emerge dalla coerenza tra prodotto e spazio espositivo, concepiti
come espressione di un unico linguaggio stilistico. Prodotto e architettura dialogano tra
loro, dando forma a un’esperienza immersiva, essenziale e coerente.
MENZIONE SPECIALE
Azienda: ARBI ARREDOBAGNO
Stand: WHERE ARCHITECTURE DISSOLVES
Design: Beppe Mangia & Studio Meneghello Paolelli
L’allestimento si distingue per un uso simbolico e poetico del colore, capace di evocare
l’alba ed il tramonto attraverso la doppia lettura dell’involucro, e per la sua particolare permeabilità visiva dell’interno, ampliando così l’esperienza dello spazio espositivo.
La sintonia tra le scelte cromatiche dell’allestimento e la gamma dei prodotti esposti crea
un dialogo coerente che rafforza reciprocamente architettura, esposizione e riconoscibilità del brand.
ADI CERSAIE DESIGN AWARD 2026
CERAMICA RONDINE – Italcer Group
prodotto: Marea
design: ricerca e sviluppo Ceramica Rondine
Per aver dato vita a una superficie vibrante, materica e cromaticamente ricca, in cui
ogni elemento acquista una propria identità attraverso le variazioni generate dalla materia
e dalla cottura.
Il progetto recupera tecniche e macchinari analogici della tradizione ceramica e li porta
all’interno di una logica industriale capace di guidare e rendere riproducibile una
qualità quasi artigianale, senza ricorrere alla stampa digitale.
Un equilibrio particolarmente riuscito tra design della superficie, cultura materiale e
capacità produttiva, che dimostra come l’innovazione possa nascere anche dal recupero consapevole del sapere manifatturiero.
GYPSUM — Premio
prodotto: Modula
design: Marco Merendi & Diego Vencato
Per un progetto di direzione artistica e strategica capace di trasformare competenze
produttive consolidate in una nuova identità di prodotto e di impresa.
La ricerca ha dato origine a due famiglie di prodotti, in cemento ad alte prestazioni e in
gesso, che valorizzano le caratteristiche specifiche dei due materiali attraverso rilievi,
profondità, modularità e lavorazioni a stampo.
Un sistema nel quale materia, disegno, competenza artigianale e produzione dialogano,
facendo emergere e rendendo visibile un patrimonio tecnico fino ad allora prevalentemente utilizzato nella produzione conto terzi.
Ceramiche KEOPE — Premio
prodotto: Grace Atelier
Design: Margherita Rui
Per il coraggio di sviluppare un sistema di gamma particolarmente ampio e articolato, capace di rispondere a esigenze progettuali molto diverse mantenendo coerenza materica, cromatica e compositiva.
Tre interpretazioni della pietra, differenti per carattere e intensità grafica, vengono coordinate attraverso colori, formati, spessori e una vasta famiglia di decori progettata da Margherita Rui.
Un progetto che assume la complessità della gamma come strumento per il progettista, offrendo un repertorio esteso di combinazioni per superffici, interni, esterni e differenti scale di intervento.

LA VENUS — Premio
prodotto: VELIA® – Rethink the Door
Design: Leonardo Marcato
Per aver reinterpretato l’archetipo della porta a soffietto introducendo una nuova
modalità di separazione degli spazi, leggera, discreta e disponibile solo quando neces-
saria.
L’integrazione del sistema di scorrimento e avvolgimento direttamente nello stipite elimina
il tradizionale cassonetto e trasforma la porta da elemento permanente a dispositivo che
compare quando serve e scompare quando non serve.
Una soluzione che introduce una possibile innovazione tipologica nel modo di se-
parare e rendere flessibili gli ambienti, coniugando semplicità costruttiva, funzionalità e
integrazione architettonica.
RUBINETTERIE 3M — Premio
prodotto: Collezione Bliss
Design: Annabella Hevesi
Per la raffinata reinterpretazione di un archetipo storico del settore – la maniglia a quattro
punte – tradotta in un linguaggio contemporaneo che fonde con grande equilibrio rigore
geometrico e fluidità organica. Il progetto si distingue per la coerente integrazione tra
qualità formale, durabilità ed ecosostenibilità, espresse attraverso l’uso consapevole
dell’acciaio e l’applicazione di avanzate tecnologie di finitura PVD. Una collezione che
rappresenta un’efficace sintesi tra memoria del prodotto, innovazione estetica e precisio-
ne costruttiva.
CERAMICA FLAMINIA — Premio
prodotto: Famiglia di lavabi Hasu
Design: Giulio Iacchetti
Per la sintesi formale con cui il progetto traduce un’ispirazione organica in un volume ce-
ramico dalla calibrata tensione ascensionale. Un risultato estetico, caratterizzato da una
spiccata leggerezza visiva, reso possibile da un’attenta risoluzione delle complessità tec-
niche in fase di produzione. Specialmente nella versione a colonna, il lavabo si trasforma
in un elemento architettonico capace di qualificare lo spazio con discreta personalità. Il
progetto si distingue infine per l’intelligenza sistemica: l’ampia flessibilità di installazione,
unita alla raffinata ricerca cromatica e alla possibilità di ibridare finiture e geometrie diver-
se, offre al progettista un valido strumento di personalizzazione.
MENZIONE SPECIALE
GIULINI RUBINETTERIA
Prodotto: Collezione VIVO
Design: Marco Poletti – Menzione Speciale per la Sostenibilità
Menzione speciale per il radicale ripensamento del ciclo produttivo e di vita del prodotto,
che supera il concetto tradizionale di finitura per abbracciare un’autentica onestà materi-
ca. La scelta di utilizzare l’ottone naturale, trattato esclusivamente con lavorazioni mecca-
niche, trasforma l’oggetto in una materia viva, capace di evolvere esteticamente nel tem-
po attraverso l’interazione con l’utente e gli elementi. La giuria riconosce l’esemplare ap-
proccio ecosostenibile e circolare del progetto: dall’eliminazione dei processi chimici su-
perficiali all’impiego di energie rinnovabili, fino alla totale riciclabilità a fine vita e all’azze-
ramento dei detergenti per la manutenzione quotidiana. Un’etica progettuale rigorosa che
si traduce coerentemente nei volumi fluidi e dinamici delle maniglie, restituendo un pro-
dotto unico e in continua evoluzione.













