Il 24 marzo 2004, esattamente quattro lustri fa, moriva o per meglio dire, lasciava questo mondo il dr. Sergio Dallari. Difficile decifrare una personalità tanto forte e allo stesso modo eccentrica; laureato con una tesi a fumetti, lui stesso amava definirsi amico, consulente, progettista: comunque e sempre fedele alle proprie idee innovative e creative. Non un semplice visionario, piuttosto un precursore di mode e tendenze grazie ad inventiva e grandi doti comunicative; nel suo studio-officina, in viale XX settembre, progettava emozioni, oltre a tecnica e disegno insegnava ai colleghi più giovani a toccare le corde del cuore attraverso intuizioni ed ispirazioni, poi riprese e sviluppate successivamente da altri architetti come nel caso dell’Autoporto cittadino. Tante le creazioni dovute al suo ingegno: tavole per tratteggiare e dare un’impronta a ville, hotel, locali da ballo, negozi, complessi residenziali, piscine; nelle piccole o nelle grandi realizzazioni, sempre presente il tratto inconfondibile delle sue proposte provocatorie, stimolanti e capaci di incuriosire ed attrarre. In un continuo rincorrersi tra arte e design numerose creazioni parlando di lampade, divani, poltrone, angoli bar e controsoffitti; Architrave, come affettuosamente veniva chiamato, ha saputo costruire ponti capaci di attraversare confini e superare gli ostacoli del quotidiano. Anche questo è un modo per ingannare la morte e scrutare orizzonti lontani
Cronaca di un incontro
DEDICA AL DR. SERGIO DALLARI
Oggi nel silenzio del ricordo, a vent’anni dalla tua partenza, il cuore si stringe in un abbraccio che vorrebbe attraversare il tempo per raggiungerti.
La tua Sassuolo, quella che hai amato e che ti ha amato, risuona ancora delle eco delle tue risate, dei tuoi passi, del tuo genio.
Sei stato un vero artigiano dell’anima, che ha saputo intrecciare con maestria la tela del destino utilizzando i fili dell’architettura, dell’arte, del design. La tua vita è stata un’opera d’arte, un capolavoro che ha iniziato a prendere forma già con la tua tesi, un inno alla bellezza e alla creatività che hai poi diffuso in ogni angolo del tuo essere, del tuo fare.
Le tue creazioni erano come stelle nel cielo notturno di Sassuolo, luminose, uniche, magiche. Hai trasformato l’ordinario in straordinario, plasmando ville maestose, hotel accoglienti, locali dove la vita danzava fino all’alba, residenze che erano poesie di modernità ed eleganza.
Era incredibile come tu riuscissi a dare vita agli oggetti, creando lampade che sembravano sussurrare storie al buio, divani che offrivano abbracci senza braccia, bar dove ogni bicchiere raccontava di umanità e condivisione.
La tua visione era un ponte gettato verso il futuro, con progetti audaci che sembravano sogni impossibili e che oggi sono realtà, testimonianze di un genio che ha osato sfidare l’ordinario.
Eppure, al di là dell’artista, c’era l’uomo, il padre, il cuore grande che batteva forte per la sua famiglia, per i suoi amici, per chiunque avesse bisogno di un sorriso, di un consiglio, di un momento di condivisione.
Papà Sergio eri unico, profondamente te stesso, un uomo che vedeva nell’architettura non solo linee e spazi, ma un’opportunità per tessere legami invisibili, per creare emozioni che persistono nel tempo.
Oggi mentre le lacrime si mescolano ai sorrisi dei ricordi, il tuo spirito brilla più luminoso che mai, una guida per tutti noi che cerchiamo di camminare sulla strada che hai tracciato, un faro di creatività, amore e umanità che continua a vivere, vibrante, nei nostri cuori e nelle tue indimenticabili opere.
Ti amiamo ora e per sempre.
La tua famiglia ( La moglie Clementina Quartieri, i tuoi figli Daniela, Claudio ed Enrica)
Dr. Sergio Dallari (27 febbraio 1929-24 marzo 2004)













