L’incontro di approfondimento di venerdì 3 novembre ci fornisce l’occasione per conoscere più da vicino la prof. Anna Rita Bortolamasi, coach motivazionale wellness. “Alla base del mio lavoro, sviluppo di anni di studio e ricerche,c’è la volontà di favorire la crescita sociale, psicologica interpersonale dei soggetti che per i più disparati motivi presentano difficoltà nello sviluppare un’identità individuale in grado di integrarsi con il mondo esterno attraverso un aiuto che trova sostegno in un percorso di stimoli e motivazioni di natura artistica: terapie sensoriali capaci di alimentare nella persona interesse e piacere tra curiosità e conoscenze”. Su un aspetto la nostra interlocutrice sofferma la propria attenzione:”In altre parti del mondo si sono instaurati processi culturali che presentano il mio ruolo come qualcosa di naturale: tutto è figlio di quel respiro fisiologico che è cresciuto in Borgogna ai tempi dei monaci cluniacensi -prosegue -la volontà è quella di diffondere e promuovere certe esperienze che generano orientamenti parlando di mentalità e atteggiamenti del vivere”. A proposito di ciò, l’arte terapeuta continua:”In Francia questi pensieri alla base del mio lavoro sono vissuti all’interno di meccanismi strutturati nella società transalpina, quindi le varie realtà didattiche operano all’interno del tessuto civile interagendo con diverse entità istituzionali diventando a tutti gli effetti non scuole di pensiero ma palestre di vita”. Valorizzare la persona, ma anche il territorio attraverso lo scambio culturale con Cluny partendo dal recupero di antiche tradizioni nate lungo la via Francigena: un ponte capace di mettere in comunicazione con il territorio francese. Parlando di ciò, Bortolamasi conclude:”L’obiettivo è di far crescere attraverso ospitalità e apertura mentale la portata di sinergie che nascano da un passato di un certo spessore per proiettarsi in un futuro di ampie prospettive: certe nozioni che sono tracce della nostra storia stanno facendo breccia anche in Italia soprattutto al Sud, impronta dell’insediamento dei monaci cassinesi nel Lazio”