Davide Romani, referente provinciale della Lega Salvini Premier: “In mancanza di senso della realtà e di concreto governo del luogo che ha il fondamentale ruolo di formazione dei nostri giovani, non ci resta che sperare nella buona sorte”. 
Desidero augurare un grande in bocca al lupo ai nostri studenti e alle loro famiglie. E non solo perché possa essere un anno scolastico sereno e proficuo, benché anomalo, ma soprattutto perché possa esservi davvero un ritorno in presenza accompagnato finalmente da delle certezze. È un ‘buona fortuna’ di cui ragazzi e genitori hanno veramente bisogno, perché a 14 giorni dalla data fatidica della prima campanella ancora le sicurezze sono poche, o meglio, nei fatti, nulle.Quella che la ministra dell’Istruzione non vuole divenga terreno di battaglia politica, si sta dimostrando un vero e proprio fronte per questo Governo, che del rientro a scuola ha fatto una bandiera, senza neppure averne tracciato definitivamente le linee a due settimana dalla data stabilita proprio da loro.Non che non vi fosse il tempo, dal momento che dalla chiusura del travagliato anno scolastico precedente ci si è posti il problema del ‘come fare poi’, e non che non ci si attendessero condizioni meno difficoltose, visto che da Conte è stata decisa la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre.Sicuramente sono mancate le capacità. A dimostralo è un insano decisionismo (due esempi? Aprire le scuole il 14 per poi richiuderle per prepararle ai seggi per il 20 e 21. Ordinare tardivamente i banchi conle rotelle, che i bambini del nostro cratere si staranno domandando dove ci si ripari in caso di scosse: ‘sotto quale banco?’), unito alla tendenza a scaricare il grosso delle difficoltà su presidi, intenti a misurare le distanze fra ‘rime buccali’, e sindaci e presidenti di Provincia, che stanno cercando di far quadrare i conti fra risorse e spazi, quando ne riescano a trovare senza doverli ‘scippare’.E altrettanto sicuramente è mancato il contatto con la realtà. La ministra Azzolina pare brillare per scollamento dalla quotidianità della maggior parte degli italiani: non sa che la pianificazione familiare ha bisogno di certezze, dal momento che i genitori con bambini e senza nonni hanno necessità di organizzare per tempo le giornate per poter andare al lavoro (se fortunatamente ne conservano uno)? Non sa che chi ha la responsabilità dell’edilizia scolastica necessita di conoscere tempi e regole certi per programmare la disponibilità di ambienti che siano adeguati? Non sa che presidi, insegnanti, personale Ata hannoesigenza di punti di riferimento per preparare l’anno scolastico, dalpunto di vista sia organizzativo sia didattico, oltre che il diritto di sapere come affrontare un eventuale contagio e non contagiarsi?In bocca al lupo, dunque. Ci serve davvero.