“Una nuova ondata di maltempo ha colpito molti comuni dell’Appennino modenese come Fiumalbo, Pievepelago, Fanano e Prignano con frane e allagamenti che hanno determinato l’isolamento delle frazioni di Tagliole e del Lago Santo oltre a seri danni al ponte delle Ghiare. A causa dei regolamenti regionali, come sottolineato dagli abitanti dell’Appennino, quei pochi interventi di manutenzione nell’alveo dei fiumi che vengono fatti devono sottostare a troppe limitazioni a tutela di alberi e piante ad alto fusto che determinano il ripetersi di condizioni di emergenza”. Lo denuncia, in un’interrogazione presentata alla Giunta, il consigliere regionale della Lega Simone Pelloni che sottolinea i rischi per le attività ricettive della zona a ridosso della stagione turistica, i disagi alla viabilità (il ponte delle Ghiare è ora l’unico collegamento rimasto per Tagliole / Lago Santo per i danni causati dai torrenti Scoltenna e Leo), la distruzione del laghetto per la pesca sportiva “Lido” a Due Ponti di Fanano e l’esondazione di un canale a Prignano. Pelloni chiede conto dei 14 miliardi di investimenti annunciati in aprile dal presidente della Giunta, 1,5 dei quali sarebbe stato destinato ad ambiente e territorio. 
“Solo pochi giorni fa – ha aggiunto poi Pelloni – la Regione Emilia Romagna ha annunciato di aver approvato un pacchetto di 13,5 milioni di euro di aiuti per il dissesto idrogeologico da aggiungere alle risorse già previste dai bandi per la prevenzione dei danni da frane all’agricoltura e ai giovani imprenditori per il premio di primo insediamento e gli investimenti per lo sviluppo delle loro aziende”.
Il consigliere regionale della Lega chiede alla Giunta di attivarsi con urgenza per aiutare i Comuni dell’Appennino modenese ripristinando la viabilità e riparando i danni causati dalle forti piogge dei giorni scorsi. Pelloni conclude la sua interrogazione ribadendo la necessità di provvedere, modificando anche i regolamenti regionali che impediscono il taglio degli alberi e delle piante nei pressi di fiumi e torrenti, a interventi strutturali di pulizia dell’alveo dei fiumi per evitare continue situazioni di emergenza ambientale.













