Parlando della stazione ferroviaria che collega la città con il territorio reggiano sono diversi gli argomenti che emergono;senza volere attribuire responsabilità pensiamo sull’intera questione ci sia da fare chiarezza. Anzitutto c’è un discorso di possibilità di muoversi. più volte si è parlato della necessità di migliorare il servizio su rotaia con mezzi più funzionali ed efficienti; che dire a proposito della totale assenza di spazi, confortevoli ed accoglienti, da dedicare ai passeggeri?Locali chiusi, muri imbrattati e sporcizia ovunque: questo il poco incoraggiante biglietto da visita dell’area attorno ai binari; un paese civile si misura anche dalla validità del sistema di trasporto pubblico. Non c’è la corsa a trovare un colpevole tra Amministrazione comunale e FER, ma c’è bisogno di intesa tra le parti perché altrimenti si corre il rischio elevato che la zona diventi ricettacolo di sbandati e di persone poco raccomandabili. Non sappiamo se l’incuria della società che gestisce il trasporto da e per Reggio Emilia sia la causa di questo malessere, una cosa è certa dal piano relativo alla mobilità ci si sposta su altri settori quali la sicurezza e la vivibilità di certi angoli cittadini. Ecco, la verità è che scindere in due entità distinte e separate i sodalizi di cui sopra non è semplice e francamente ci pare un’operazione complessa: una stazione di tali dimensioni e localizzata a due passi dal centro cittadino deve integrarsi con quello che è il clima municipale circostante. In questo senso l’ex assessore comunale Claudia Severi, polemicamente dice:”Bisogna ripensare al sistema dei trasporti e a quell’edificio oggi dismesso, che futuro avrà la sede ferroviaria?So –continua – della contrarietà dell’azienda proprietaria della linea ad un’eventuale ipotesi di’investimento allora nell’interesse comunitario il governo cittadino dovrebbe avanzare proposte per rendere fruibili alla cittadinanza quei luoghi con la creazione di locali da dedicare al volontariato o alla socializzazione –conclude- è necessario dare una nuova vita all’area, non è possibile che rimanga un covo per gente che vive tra espedienti e piccoli reati; non dimentichiamo che il fenomeno fastidioso legato ai parcheggiatori abusivi trova in quell’ambiente il suo habitat al di là dei controlli e del monitoraggio del territorio”. Quanta vita corre sui binari: per questo risulta difficile pensare ad una città senza un sistema di collegamento pratico e moderno:occupazione, turismo, formazione didattica e socializzazione viaggiano su rotaia; una stazione abbandonata è sinonimo di mancanza di crescita e di sviluppo … . Non vogliamo sindacare sulle scelte di mercato, sul futuro dei trasporti saranno state fatte valide analisi, ma rimane una striscia municipale da riqualificare … 















