
La prima interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di ieri sera era a firma dei Consiglieri del Partito Democratico, illustrata dal consigliere Matteo Mesini, avente ad oggetto “Revoca anticipata Amministratore Unico SGP”.
I consiglieri del PD interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere: se sono stati rispettati gli indirizzi del socio in merito al procedimento di revoca; quali sono i motivi della revoca dell’Amministratore Unico della Società, genericamente indicati nel “venir meno del rapporto di fiducia”, formula alquanto generica; su quali presupposti si ha la certezza di non dover sostenere spese aggiuntive in considerazione del fatto che, in assenza di giusta causa, il revocato potrà ricorrere legalmente; per quali motivi di urgenza e beneficio si è ritenuto di dover convocare l’assemblea presso uno studio notarile, non richiedendolo la natura di assemblea ordinaria di una società a responsabilità limitata, e non prevedendolo l’ordine del giorno modifiche statutarie o operazioni di amministrazione straordinaria.
Ha risposto all’interrogazione il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani.
“Non si ritiene siano stati violati gli indirizzi del socio in merito al procedimento di revoca.
La rottura poi del rapporto fiduciario intercorrente tra socio unico e amministratore di S.r.l. a nostro avviso è motivazione sufficiente per revocarlo, stante la necessità degli organi della giunta di lavorare quotidianamente e con piena collaborazione fattiva con il personale e la dirigenza di Sassuolo Gestioni Patrimoniali S.r.l., la quale gestisce direttamente i più importanti servizi pubblici comunali e gli immobili destinati a servizio dei cittadini. E’ evidente pertanto la necessità di piena comunione di intenti tra l’organo di direzione politica amministrativa ed i vertici della società privata partecipata.
Lo statuto di SGP all’art. 11 comma 15 stabilisce che in caso di revoca anche senza giusta causa, nulla è dovuto ad alcun titolo all’amministratore revocato, sia esso di risarcimento o altro.
Per quanto riguarda la convocazione dell’assemblea presso lo studio notarile, essa si è resa necessaria a seguito del comportamento elusivo dell’amministratore, che, paventando cavilli procedurali non ha reso possibile in altre occasioni il voto. Per questo motivo si è dovuto procedere a verbalizzare l’assemblea in presenza di un pubblico ufficiale”.
Il Consigliere Mesini si è dichiarato Non soddisfatto della risposta.













