“Discriminazioni all’interno di Seta, la società che gestisce il trasporto pubblico a Modena, Reggio e Piacenza: circa 200 autisti, assunti dal 2012, non godono dei medesimi trattamenti economici degli altri colleghi, in quanto a loro non vengono applicate le maggiorazioni salariali e gli altri benefici previsti dalla contrattazione di secondo livello, di cui, invece godono gli altri assunti. La situazione è paradossale e ingiusta”. Il capogruppo della Lega in Regione, capolista a Modena del Carroccio, Stefano Bargi, attacca la Società Emiliana Trasporti Autofiloviari che gestisce il trasporto nelle province dell’Emilia Occidentale e solleva un giallo.

“A seguito di questa discriminazione ormai insostenibile era stato proclamato uno sciopero per il 15 gennaio scorso, tuttavia la mobilitazione è stata cancellata all’ultimo minuto dai sindacati padronali di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Trasporti) che adducevano come motivazione “che Seta e Regione avevano individuato risorse aggiuntive che avrebbero consentito di elargire un’integrazione salariale “una tantum” ai 200 autisti”. Ebbene, a prescidere dal fatto che una mancetta “una tantum” non è in grado di compensare la mancanza di tutti i benefici previsti dalla contrattazione di secondo livello, dell’accordo Seta-Regione non c’è traccia nei documenti di viale Aldo Moro. Come mai? Chi non la racconta giusta: i sindacati o la Regione?” attacca il candidato del Carroccio, che conclude: “Non vorremmo si trattasse di una promessa elettorale, perché giocare sulla professionalità di chi garantisce un servizio essenziale per le nostre comunità è criminale, ma tanto sembrerebbe”.