“Vogliamo che la gente possa continuare a nascere e a crescere nel luogo in cui vuole continuare a vivere”. Così Antonio Platis, Consigliere provinciale e candidato di Forza Italia alle elezioni regionali sintetizza così il piano per la montagna presentato oggi a Pavullo nel frignano al mercato e nel gazebo allestito in centro, insieme alle candidate di Forza Italia di Fanano Paola Pasquali e Federica Fontana

Un piano organico e sviluppato su diversi punti: La riapertura ancora ‘possibile del ‘Punto Nascita’ di Pavullo ed il ripristino dei presidi sanitari di basi per garantire l’emergenza urgenza, un incentivo da 15.000 euro per l’apertura o la sopravvivenza dei piccoli negozi e bazar nelle località minori, e per chi valorizza patrimonio immobiliare e boschi abbandonati, potenziamento delle linee del trasporto pubblico di prossimità, ovvero non solo verso i centri della pianura ma anche da e verso le località minori ai centri maggiori. Un buono scuola per famiglie con figli in età scolare che studiano fuori sede ed un piano per portare a tutte le località l’ultimo miglio delle connessioni internet veloci, attraverso la fibra delle Regione già a disposizione a Pavullo. E un incubatore per start up di imprese giovani che nascano o si trasferiscono in appennino.

Insieme alle agevolazioni fiscali e contributive che la Regione ha a disposizione. “Un piano fattibile – ha sottolineato Platis – che riprende ciò che per anni abbiamo chiesto per la montagna, un piano che anche ieri, nella sua toccata e fuga elettorale in appennino, Bonaccini ha dimostrato di non avere avuto negli ultimi anni e di non avere ancora. La sinistra ha dimostrato di essere lontano anni luce da ciò che la gente della montagna semplicemente chiede e ci chiede perchè non ha più. Le stesse condizioni per potere vivere e lavorare nel proprio territorio. Condizioni che negli anni sono venute meno. Con strade ferme a trenta anni fa, con lo smantellamento dei presidi sanitari, la chiusura degli uffici periferici e dei piccoli negozi di vicinato, che nelle piccole località spesso costituiscono l’unico baluardo per mantenere viva una comunità. Quel senso di comunità che la gente della montagna ha ancora chiaro e che vuole mantenere”

Quella comunità e quella voglia di contribuire alla crescita del territorio che le aziende montane ed i giovani imprenditori hanno più volte dimostrato di avere, mettendosi in rete per realizzare grandi progetti difficilmente realizzabili con sole risorse pubbliche. Vogliamo che il ricevere in eredità o l’avere una casa in montagna magari in una località isolata non sia un dramma fiscale, ma un opportunità di benessere e crescita del territorio.

La montagna non ha bisogno di assistenzialismo, ha solo bisogno di essere messa in condizione di lavorare e di non avere ostacoli di carattere burocratico, fiscale, infrastrutturale. Questo è il messaggio ed il progetto che liberamente vorremmo portare in Regione”

Antonio Platis
Paola Pasquali
Federica Fontana