Il capogruppo della Lega, Stefano Bargi: “L’accentramento dei servizi sanitari ospedalieri nei capoluoghi di provincia voluto dalla Giunta Bonaccini ha lasciato scoperta le aree periferiche della provincia e i cittadini sono costretti ad andare a farsi curare in altre Regione: così l’ente di viale Aldo Moro negli ultimi 3 anni sta pagando, per lo più a Lombardia e Veneto, un conto sempre più salato”

“Quando il governatore uscente Stefano Bonaccini dichiara che la Sanità in Emilia-Romagna è “al top”, non ha certamente sottomano i dati consuntivi relativi alla Mobilità passiva interregionale, ovvero i costi che la nostra Regione deve pagare alle altre Regioni per le prestazioni ospedaliero sanitarie che queste hanno erogato ai residenti emiliano-romagnoli”.

Il capogruppo della Lega in Regione, Stefano Bargi, smonta l’iperbolica propaganda elettorale Bonaccini snocciolando i dati relativi alla prestazioni effettuate da altre Regioni o Provincie autonome a cittadini residenti nell’Ausl di Modena, con riferimento ai settori oggetto di compensazione di Mobilità interregionale: “Nel 2018, ultimo dato disponibile, la Regione Emilia-Romagna ha speso 36 milioni 62mila 737 euro per le cure somministrate ai modenesi fuori dai confini regionali. Si tratta di una cifra in costante aumento nell’ultimo triennio: nel 2016 il valore delle prestazioni medico-ospedaliere erogate oltre Regione ammontava a 33milioni 374mila 538 euro e nel 2017 a 35milioni 417mila 641 euro. In altre parole, fra il 2016 ed il 2018, e solo con riferimento alla provincia di Modena, l’aumento di spesa per le casse regionali è stato dell’8,05%, pari a 2milioni 688mila 199 euro”.

Del resto – continua l’esponente del Carroccio – “sonoanni che denunciamo la politica di accentramento dei servizi sanitari verso i capoluoghi di provincia voluta dalla Giunta Bonaccini: un accentramento che, giocoforza, lascia “scoperte” le aree periferiche delle provincie. Vien da sé che i cittadini, in caso di urgenza medica, si rechino negli ospedali più vicini anche quando si tratti di varcare i confini regionali (per lo in Lombardia e Veneto)”.

Nello specifico, per quanto attiene a Modena, “all’incremento dei servizi sanitari a Carpi ha fatto da contraltare la sensibile riduzione dei medesimi sia Mirandola che nei presidi medici periferici montani. La politica di accentramento voluta dalla Giunta Bonaccini è piuttosto evidente se consideriamo il “caso Modena”, che vanta la presenza di ben due ospedali, il Policlinico di Modena e l’Ospedale Civile di Baggiovara, la cui sostenibilità economica ha necessariamente richiesto la razionalizzazione dei servizi prima erogati a più ampio raggio anche nei comuni montani” conclude Bargi.