Oggi cade l’anniversario della salita al cielo del Servo della Chiesa don Alfonso Ugolini, morto il 25 ottobre 1999: un piccolo uomo in grado di sprigionare un entusiasmo e un’energia davvero sorprendenti. La sua umiltà, la sua disponibilità e quella voglia di aiutare e sostenere gli ultimi lo porteranno ad essere una figura luminosa nello scenario cittadino: un vero e proprio asso di cuori pronto a sorprendere, a giocare al tavolo della vita con l’amore smisurato verso la Madonna.
Un fiume di carità, inesauribile fonte di bene per la nostra comunità: il religioso alsaziano ha attraversato il XX° secolo animato da un’instancabile altruismo che lo porterà ad essere un punto di riferimento nella vita cittadina. Gesti di quotidiana spiritualità celestiale ampiamente tratteggiati nelle parole e nelle melodie contenute nel CD e nel libro “L’Albero dei 4 cuori”, suoni e testi che ripercorrono quattro esistenze straordinarie. Il 5 maggio scorso un concerto devozionale tenutosi nell’Abbazia di Nonantola ha dato lustro a don Alfonso: nell’occasione tanti fedeli hanno potuto entrare in contatto alla presenza di don Erio Castellucci, Arcivescovo – abate di Modena-Nonantola nonchè amministratore apostolico di Carpi, con il religioso sassolese d’adozione.

Testo tratto dall’Albero dei 4 cuori

Alfonso diventerà sacerdote 65 enne, ma in fondo era un’autentica figura spirituale in grado di trascinare:un’energia semplice, rispettosa, contagiosa e mai invadente; ecco prete da sempre, per quell’atteggiamento capace di donarsi senza risparmiarsi. Ugolini diventa un educatore, bravo a comunicare il suo Credo ai bambini in un piccolo locale all’interno di San Giorgio: una chiesa che trasuda di lui, facile immaginarsi le sue braccia protese verso l’alto come ali di libertà verso il cielo. Con Alfonso, la Madonna assume una dimensione “familiare”: con lui, umile strumento nelle mani di Dio, comincia la peregrinazione di un’immagine sacra della Vergine per le diverse borgate sassolesi. Quanto raccontato diventa veicolo di conoscenza e di devozione: si instaura in città la voglia di esternare gratitudine e riconoscenza alla Madonna attraverso fiori, addobbi e ceri. Un modo per diffondere, che diventerà nido dove raccogliersi in preghiera con l’edificazione della chiesina dedicata a San Polo: costruzione che è il risultato di donazioni e della vincita di questo enorme cuore alla Sisal. Una schedina vincente come segno del destino, ma è bello parlare di un insieme di trame che partendo dalla voglia smisurata di trovare un luogo dedicato al culto di Maria arrivano a creare una dimora per elevare le anime e sostenerle: nasce il Santuario dedicato alla Madonna della Medaglia Miracolosa, lo stesso servo di Dio distribuirà questa medaglietta come un’entità di protezione nei confronti dei bisognosi.. Nel 1956 dà vita alla Sottosezione cittadina U.N.I.T.A.L.S.I, comincia la sua missione per portare malati e fedeli nei vari santuari mariani: era un umile barelliere, tra gli ultimi il sacrificarsi lo faceva stare bene perchè come andava ripetendo lo stesso Ugolini”Nella sofferenza si tocca con mano il bene. Col passare degli anni, Sassuolo comincia la sua scalata di stampo prima nazionale poi mondiale parlando di attività industriale: la produzione ceramica conosce un exploit irrefrenabile. C’è bisogno di forza lavoro e negli anni del boom della piastrella, metà anni sessanta, Alfonso diventa una sorta di agente annotando su un taccuino i nomi delle decine di persone che si rivolgono a lui, da tutta Italia, in cerca di un’occupazione:Ugolini andò oltre competenze e professionalità, indirizzò le sue scelte per creare nuovi posti di lavoro con l’occhio di una carità autentica, senza mai dimenticare l’aspetto umano tanto da prestare aiuto e confidarsi nel ruolo di intermediario e paciere in situazioni di rapporti familiari ed interpersonali difficili. Si prodiga a servire i bisognosi che chiedono una mano al banco Caritas, scrive a segretari e a rappresentanti di diverse istituzioni per dar voce a persone bisognose di assistenza ed aiuto. In Alfonso si anima giorno dopo giorno la voglia di diventare sacerdote, il 30 maggio 1972 comincia il cammino di lettura e studio delle Sacre scritture: un percorso di lezioni che lo porterà all’esame del maggio successivo, da Alfonso superato, per candidarsi al Rito di Ammissione all’Ordinazione sacra.

Alfonso diventa don il 7 settembre 1973, un segno, un riconoscimento per lui che era entrato nella canonica parrocchiale quasi mezzo secolo prima considerato da diverse persone un trabalori(uno scarto):da animatore a perfetta creatura in simbiosi col suo amatissimo confessionale. Diventa un vero e proprio traghettatore di anime verso la Gloria Celeste, sempre pronto a recepire, per poi diffondere: impronta di grande intelligenza unita ad una disponibilità senza limiti tanto che fino alla fine dei suoi giorni accolse le persone nel suo studio. Don Alfonso sacerdote da sempre o per meglio dire sacerdote in eterno per quella particolare abilità di scrutare i cuori altrui, lui grande cuore con quegli occhi vispi e dolci:un tratto distintivo di quell’intuito che ha permesso di diventare un ministro del culto a un essere gracile e malaticcio ma dalla Fede incrollabile e quasi profetica
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Autori ed interpreti de “L’Albero dei 4 cuori” e tutti i Comitati interessati dalla pubblicazione e dalla divulgazione delle opere summenzionate esprimono sentiti ringraziamenti nei confronti di Monsignor Erio Castellucci per la grande sensibilità e la grande professionalità dimostrate
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