Il Gruppo consiliare della Lega Modena a luglio scorso ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale per sapere in particolare, alla luce della nota indagine “angeli e demoni” (che come ormai noto a tutti ha coinvolto i servizi sociali dell’Unione dei Comuni della vicina Val d’Enza, senza contare la connessa indagine per abuso d’ufficio e falso ideologico nei confronti del Sindaco piddino del Comune di Bibbiano), quanti siano in ambito comunale i minori sottoposti a procedure di affidamento, quali attività di controllo sono state poste in essere per verificare il rispetto delle linee guida approvate dal Comune di Modena nel 2014 e in generale della normativa vigente per tutelare i minori in affido: difatti la legge italiana e le stesse linee guida del Comune stabiliscono, lo abbiamo rammentiamo nella nostra interrogazione, il “diritto del minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia” e che “i vincoli affettivi tra minore e famiglia di appartenenza sono mantenuti e sollecitati, poiché il fine dell’affidamento è la ‘ricostruzione’ della famiglia nella sua globalità, e la sua riunificazione, nell’interesse del minore stesso”.

All’esito del dibattito in Consiglio comunale tenutosi ieri ci siamo dichiarati solo parzialmente “rassicurati” dalla risposta dell’Assessora alle Politiche Sociali, dal momento che anche se nell’ambito del nostro Comune non si sono verificate – quanto meno stando ai controlli interni sinora effettuati – irregolarità nelle procedure di affidamento o condotte illecite, è emerso, dai dati che ci sono stati esposti, che dei 125 minori affidati solamente 11 sono stati restituiti alle famiglie di origine.

Prima che intervenga un’auspicabile riforma a livello nazionale – che ridimensioni in particolare il potere dei Servizi Sociali nell’ambito dell’iter delle procedure di affidamento – abbiamo ribadito che occorre a nostro parere che le istituzioni locali si facciano sin d’ora promotrici di un maggiore ascolto dei minori stessi, se del caso tramite psichiatri qualificati, per far sì che essi, tranne che per i casi di disagio o abbandono più estremi, non siano allontanati dalle proprie famiglie.

Constatiamo che persiste un clima preoccupante di ostilità o noncuranza da parte della cosiddetta “sinistra” verso il concetto di famiglia “tradizionale” (ovvero sino a prova contraria quella formata da un padre e da una madre, non a caso definita ironicamente in Consiglio del “Mulino Bianco”, frutto di concezioni “arcaiche” o “medioevali”): l’Assessora Pinelli di Sinistra per Modena in particolare non ci venga a dire che è irrilevante affidare un minore a una coppia o a un single, come pure che è irrilevante il suo orientamento sessuale (ovviamente non “indagabile” perché coperto da “privacy” !), dal momento che la capacità educativa sarebbe la stessa in entrambi i casi; come pure che per il caso Bibbiano esistono solo degli indagati e occorre aspettare le “sentenze” definitive della Magistratura (come se non sia stata emessa da parte del G.I.P. del Tribunale di Reggio Emilia un’ordinanza che ha disposto gli arresti domiciliari e misure interdittive verso più di venti soggetti, tra dirigenti, educatori ed “esperti”, gravemente indiziati per svariati reati).

Dalla maggioranza si è in generale levato in Consiglio comunale un coro di attacchi contro l’opposizione, ingiustamente accusata di fare “richieste strumentali” a scopo propagandistico o addirittura di volere attaccare il “welfare” pubblico.

Eppure, senza le interrogazioni del nostro gruppo consiliare e degli altri gruppi di opposizione presenti in Consiglio, non sarebbe mai stata convocata una Commissione di approfondimento sul tema degli affidi dei minori; il che dimostra che forse il centro-sinistra a Modena non è così “sensibile” al problema come sostenuto negli interventi accorati dei suoi esponenti.

Il caso Bibbiano non è nato per caso o per iniziativa di poche menti “criminali” (riunitesi casualmente nell’ambito di un singolo territorio comunale), ma è in parte il frutto di un clima di ostilità verso la famiglia naturale e di una pseudo “cultura sociologica” promossa anche dalla stessa Regione Emilia-Romagna del Governatore uscente Bonaccini, come dimostra la recente approvazione della scellerata legge sulla “omotransnegatività”.

Occorre più che mai tenere alta la guardia.

Gruppo Consiliare Lega Modena