“Volevo fare di più, non ci sono riuscito. Perdonatemi”. In queste parole, c’è tutta la straordinaria generosità che ha animato Ferruccio Giuliani, quella voglia di spendersi senza riserve per gli ultimi e i più bisognosi.La frase succitata è impressa sul ricordino del defunto 81enne di cui oggi si sono svolti i funerali presso la Chiesa Parrocchiale di Fiorano: caratteri che lo stesso Ferruccio ha voluto fossero riportati . Tantissima gente ha voluto salutare una persona così disponibile ed altruista, un uomo che lascia in eredità l’immenso bene donato: autorità civili, rappresentanti di enti e sodalizi oltre a tanta gente comune. Una comunità ha reso omaggio ad un essere speciale, capace di ideare e creare: tante iniziative per aiutare le persone in difficoltà… Numerose le intese e le sinergie attuate in questi anni per supportare; anche padre Sebastiano Bernardini, impossibilitato a partecipare alle esequie, ha fatto recapitare il suo messaggio sottolineando l’enorme cuore di Ferruccio a favore degli indigenti e quell’idea brillante che solamente un’anima buona può avere: l’allestimento del Museo del Presepe Etnico, la natività come momento in grado di donare gioia e di unire. Il frate nella sua missiva ha parlato di Ferruccio come industriale teologo in grado di vedere oltre il lato economico a quelli che sono i bisogni, le necessità e le richieste del prossimo. Difficile sapere le nuove sfide di Ferruccio, i suoi obiettivi così profondamente umani:lui ha segnato la strada da percorrere, ora questo bagaglio di competenze e di amore dev’essere tramandato alle future generazioni in un continuo rincorrersi di Terrae Novae, diversi orizzonti con la persona prima di tutto