Siamo lieti di constatare quanto le sollecitazioni di questo Comitato, volutamente provocatorie, abbiano generato effetti.
Qualcuno, nello specifico Italia Nostra, ha fatto un po’ di confusione credendo di avere a che fare con dei pericolosi soggetti che intraprendono azioni “che suonano eversive” ma, è evidente, siamo nel campo delle provocazioni e questo Comitato non scende certo a questi livelli meschini. Tanto per essere chiari, rispediamo al mittente le affermazioni consigliando più cautela nei termini utilizzati, visto che siamo nel pieno e legittimo utilizzo di strumenti democratici previsti dalla Costituzione Italiana, tra l’altro esercitati con modalità del tutto civili, come confermato anche dalle Forze dell’Ordine presenti a Bologna, oltre che dal buon senso.
Tornando ad argomenti seri, visto il perdurare dello stallo sulla questione, fra divieti e ricorsi, stiamo valutando di rivolgerci direttamente alle massime Autorità dello Stato.
A qualcuno sembrerà eccessivo ma siamo davvero in una situazione paradossale: scuole vecchie ed insicure, soluzione a portata di mano, progetto già
finanziato da realizzare nel luogo più bello del paese e confezionato in divenire secondo le istruzioni della Soprintendenza nel corso di due lunghi anni e poi bloccato dalla stessa Soprintendenza per motivi interni alla loro organizzazione, ed il tutto ribadito per iscritto (vedasi allegato); se c’è un elemento sul quale concordiamo con altri è che non ci siamo mai trovati a dover fronteggiare una realtà tanto illogica e insensata, almeno nella nostra comunità, e per fortuna ci viene da dire.
Oltre al motivo primario che ci porta a questo livello di esasperazione, ci proccupa anche l’uso, o meglio, la strumentalizzazione che in questa vicenda si è fatto dello slogan “no al consumo del suolo”.
Infatti, l’utilizzo distorto di un sacrosanto principio che mira ad evitare l’utilizzo dissennato del territorio, ha portato ad un’altra situazione paradossale.
Il “Comitato del NO al consumo del territorio, valorizziamo l’esistente”, che si è attivato fin dall’inizio opponendosi al progetto, è composto, nella sua parte più attiva, da proprietari di immobili posti di fronte all’area dove il polo stesso sarebbe dovuto sorgere e da chi ha realizzato palazzine distanti poche centinaia di metri.
In altre parole, sta benissimo il consumo di suolo per la costruzione di villette, edificate pochi anni prima, ma per le scuole no, il territorio diventa inviolabile.
E’ evidente che la posizione di chi abita di fronte ad un’area dove si prevede di costruire non sia quasi mai di felice sostegno e condivisione, questo è più che legittimo, non è certo questo il problema; ben altra cosa però è sostenere che ci si oppone al progetto in nome della tutela del territorio, coinvolgendo anche altre persone che, sicuramente in buona fede, hanno aderito ad un’affermazione di principio che tra l’altro trova d’accordo sia l’Amministrazione Comunale, sia questo Comitato.
Pare infatti evidente, se non lapalissiano, che utilizzare un suolo ora incolto per scopi speculativi o commerciali sia questione oltremodo differente rispetto alla costruzione di una scuola elementare e di una scuola dell’infanzia.
Ci auguriamo e ci adopereremo perchè prevalga il buon senso, affinchè questo progetto possa uscire dall’impasse in cui si trova che rischia di penalizzare sprattutto i bambini, la parte più sensibile della nostra comunità, il nostro futuro.

Cordiali Saluti,

Davide Pizzocaro e Laura Prati
Consiglieri delegati ai rapporti con la stampa