L’incontro con la dott.ssa Ambrosini è avvenuto in maniera civile, i contenuti però lasciano i rappresentanti del Comitato molto perplessi.
Dall’esposizione della Soprintendente infatti, abbiamo saputo che, a causa del vincolo indiretto (o art.45) posto dal precedente Soprintendente, a suo parere strumento inadeguato nella specifica fattispecie, ella si è vista costretta a disporre un vincolo di inedificabilità totale per evitare aree di discrezionalità, a suo dire ingestibili dalla Soprintendenza stessa. Più corretto e adatto allo scopo sarebbe stato decretare un vincolo di tutela paesaggistica, strumento che non lascia spazio ad interpretazioni discrezionali e soggettive, a differenza del vincolo indiretto.
Senza entrare nel merito delle valutazioni fatte e della decisione presa, rileviamo come questa sia una dinamica totalmente interna alla Soprintendenza e che né il Comune nè altri soggetti potevano correggere questa contraddizione che viene anche richiamata dalla stessa Soprintendenza, nella lettera del 21 Gennaio, terzo paragrafo.
In altre parole il nuovo Polo Scolastico è stato bloccato dalla Soprintendenza perché la stessa Soprintendenza ha utilizzato in precedenza uno strumento che o era inadeguato tout court oppure si prestava a troppe intrerpretazioni per poter essere utilizzato efficacemente.
Il Comune, a quanto abbiamo intuito dalle parole della dott.ssa, ha avuto il torto di non voler prendere in seria considerazione siti alternativi o la ristrutturazione degli edifici esistenti.
Qui la discussione si è fatta più animata per due motivi.
Secondo quanto sostiene la Soprintendente non ci sarebbe alcuna urgenza di costruire nuove scuole dato che quelle in essere sono agibili, se non fossero sicure l’amministrazione comunale avrebbe infatti già dovute dichiararle inagibili.
Questo ci pare come minimo inaccettabile: anche il ponte Morandi era agibile…
Quando abbiamo fatto presente che gli studi parlano del 59% di grado massimo di sicurezza sismica raggiungibile, anche col massimo dell’investimento, la dott.ssa ha replicato invitando a valutare altre aree, in particolare quelle industriali dismesse.
Fatto presente che tali aree sono situate in zone ad alto inquinamento e densamente trafficate, la dott.ssa Ambrosini ci risponde che è colpa delle scelte fatte in passato dalle amministrazioni precedenti che hanno concentrato le attività industriali tutte in un’unica area.
Sarebbe stato meglio allora alternare una casa ed una ceramica?? Meglio mischiare residenziale ed industriale?? A noi pare una follia.
In buona sostanza ci pare che il nuovo Polo scolastico stia pagando per colpe non certo dell’amministrazione comunale ma piuttosto per una somma di imprecisioni e prese di distanza che hanno portato al ricorso al vincolo di inedificabilità totale ed al ricorso al TAR, quest’ultimo tutt’ora pendente.
Altro punto affrontato è quello del parere positivo espresso verbalmente da parte della Soprintendenza a settembre 2018. La dott.ssa Ambrosini ha confermato di avere dato parere positivo ma di aver valutato poi altri dati e altre posizioni e di avere poi cambiato idea…remedius perpensam, ci viene da dire ancora…
Siamo in un evidente paradosso e, per di più, sembra non si possa fare nulla prima della pronuncia del TAR.
Il Comitato sta valutando quali forme di lotta adottare per mantenere alta l’attenzione dei media e della Soprintendenza.
E’ comunque inaccettabile che, per un presa di posizione della Soprintendenza a difesa di possibili futuri forzature, sia penalizzato un progetto di questo profilo, che salvaguardia e migliora la salute e la sicurezza di 300 bambini.
Vi terremo informati degli sviluppi a brevissimo.

Cordiali Saluti,

Laura Prati e Davide Pizzocaro
Consiglieri Addetti Stampa