Dopo la giovane modenese che recatasi in un centro commerciale per attivare una sim si era ritrovata con la richiesta del pagamento di alcune migliaia di euro a causa dell’attivazione a sua insaputa di diverse sim e di cellulari, da lei mai visti, in abbinamento,
dopo le centinaia di reclami dovuti a cambi di gestore non richiesti ( spesso costosissimi ), conseguenza del ricevimento di una telefonata “maccheronata” come una semplice intervista,
dopo le centinaia di segnalazioni per le tariffe aumentate. Aumenti il più delle volte preannunciati da un rigo contenuto nel fondo delle fatture che spesso vengono recapitate successivamente alla scadenza,
dopo la trappola del contratto in abbonamento che prevede l’utilizzo della carta di credito che nel caso di consumi abnormi non si riesce a bloccare,
dopo la titolare di un centro terapeutico che all’improvviso è rimasta due mesi senza il telefono fisso. Poi, bontà del gestore, il servizio è stato ripristinato per una decina di giorni e poi nuovamente disattivato. Un dramma per una attività che è rimasta isolata per moltissimo tempo dai propri clienti che, nessuno rispondendo per fissare un appuntamento, hanno pensato che fosse chiuso,
ecco oggi l’utente che, in regola con il pagamento delle bollette, dopo aver disdetto un semplice contratto del telefono fisso di casa perché riteneva di poterne fare a meno, si è visto recapitare da un legale la richiesta del pagamento della somma di oltre 7.100 euro per due bollette mai ricevute e comunque riconducibili a mesi e mesi dopo l’avvenuta disdetta,
Una giungla da parte di alcuni gestori che stanno togliendo il sonno a tanti consumatori a causa di una sorta di deregulation selvaggia che mai e poi mai le autorità competenti avrebbero dovuto permettere che accadesse. E non ci basta che qualcuno ci dica che esiste una Autority (per altro efficiente) a cui rivolgersi in caso di disservizi. Vogliamo che le autorità preposte impediscano queste prepotenze.
Nel frattempo qualche consiglio per ridurre il rischio di fregature:
1) Mai fidarsi di chi è dall’altra parte del telefono, spesso sono operatori seri… ma non sempre;
2) Al telefono è bene mai pronunciare un “si” che con il copia incolla vocale può essere collegato ad una domanda del tipo: mi conferma la sua volontà di cambiare gestore? Ed ecco l’utilizzo di quel “si” che invece era riferito a qualcosa di assolutamente diverso;
3) Nel caso ci si trovi in un centro di servizi telefonici, prima di firmare un contratto accertarsi sempre che tutte le parti del contratto siano chiare e che tutti i campi siano compilati o annullati con una barra (questo per evitare aggiunte successive);
4) Nel caso il contratto non sia chiaro si può chieder all’operatore, prima di sottoscriverlo, di averne una copia da visionare a casa con comodo. Se ciò non venisse concesso… cambiare negozio;
5) La disdetta della linea telefonica fissa va inoltrata con raccomandata con ricevuta di ritorno e deve semplicemente indicare i dati dello scrivente ed il numero del telefono del contratto che si intende disdire. E’ necessario allegare sempre il documento d’identità del titolare dell’utenza.
Il gestore ha tempo 30 giorni dal ricevimento della raccomandata per disattivare l’utenza;
Prima di disdire un contratto fare bene attenzione alla durata contrattuale per evitare il pagamento delle eventuali penali collegate alla avvenuta consegna anche di un semplice modem. A tale proposito è bene ricordare che i consumatori hanno il diritto di scegliere quale modem utilizzare per la connessione a internet, a prescindere dalla soluzione proposta dall’operatore telefonico da cui sono serviti: a stabilirlo la delibera 348/18/CONS, dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) entrata in vigore il 31 dicembre 2018. I consumatori che hanno già un contratto, e intendono dotarsi autonomamente di un modem, non devono preoccuparsi: possono infatti chiedere e ottenere dall’operatore la rescissione gratuita del contratto, senza penali per il modem che dovrà essere restituito.
6) Evitare, quando possibile, di contrarre abbonamenti con il pagamento con carta di credito. E’ certamente più sotto controllo il bollettino postale o, in alternativa, l’addebito in conto corrente.
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Per ogni altra informazione gli uffici Codacons sono a disposizione dei consumatori in Via Paolo Ruffini, 84 in Modena
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