“Le uniche quote di maggioranza in mio possesso sono quelle del Carpi, ma se continua così potrei anche rimanere io. Di certo non entrerò in altri club con quote minoritarie”. Così patron Stefano Bonacini che disegna un’ipotesi forse probabile, certamente non impossibile a questo punto di una vicenda, quella relativa alla cessione del club che sul nascere lasciava supporre un’uscita abbastanza rapida di mister Gaudì. Non è così, non sarà così: bisogna ricordare la dimensione Carpi, quanto di bello è stato costruito in questi anni…A caldo il patron biancorosso preso dallo sconforto aveva preventivato una cessione della sua creatura, ma una persona tanto meticolosa, programmatica e ragionevole non ha faticato a riflettere in merito alle proprie esternazioni. Non è una questione di soldi, siamo sicuri Bonacini abbia voglia di vendere?La serie C è meno stressante del campionato cadetto, anno di transizione d’accordo: pensiamo una realtà come quella del Carpi non solo non possa essere svenduta, ma forse nemmeno venduta. Difficile pensare ad un Carpi senza il suo patron, potrebbe esserci una pausa di riflessione e poi potrebbe scoccare di nuovo un colpo di fulmine in grado di far tornare il sereno dopo la tempesta. Tra mercoledì e giovedì si saprà qualcosa di più sul closing e sul futuro acquirente: intanto però Bonacini ci mette il cuore garantendo continuità,sulla sua dipartita lo scetticismo aumenta…Bonacini vuol dire sostenibilità per un progetto di spessore per Carpi, se rimanesse…