Siamo alle solite: questi comunisti mascherati da piddini tentano in tutti i modi di ostacolare chi la pensi diversamente da loro, ma alla poca correttezza e al limitato senso civico, non so voi, io faccio fatica ad abituarmi. In questi anni, ho dovuto combattere contro un sistema rosso malato di un atavico e superato senso della tradizione che ancora avvelena, è il caso di dirlo, la nostra terra: a proposito dico ai perbenisti ma anche ai pensionati che votano in maniera storica di come i più grandi industriali dello Stivale, ma anche di casa nostra, siano schierati per il centro-sinistra. Sono con gli operai quelli del Partitone, salvo poi schierarsi con imprenditori e uomini del potere: assistiamo sempre ai soliti giochetti, tutto all’insegna del non avrai altro partito all’infuori di me. Non è permesso dire certe cose anche se vere perché sconveniente, poi ti accorgi che ad alcuni viene data la facoltà di vomitare parolacce ed insulti ad avversari politici additandoli come fascisti o razzisti. Quello di una certa sinistra è desiderio sfrenato del potere, il volere comandare a tutti i costi, governare e sindacare su tutto: questo mi riporta ad un certo retaggio di staliniana memoria, o così o sei fuori. Dalle sagre di paese alla parrocchie passando per organizzazioni sindacali, categorie industriali, società sportive ed associazioni dei generi più svariati; tutto si colora di rosso: o ti adegui o game over. Si parla tanto di tolleranza e rispetto per le idee altrui: però, c’è un problema ovvero a suonare, ad organizzare incontri sempre e solo i soliti noti ossia chi a doti artistiche abbini anche la tessera di partito… Ecco quindi, i classici compagni di merende buoni per ogni occasione: dietro alle facce di sempre, i meccanismi perversi che alla meritocrazia preferiscono una parzialità che fa male. Il mio sfogo è vero perché non ho mai chiesto alcuna cosa e allo stesso modo non devo alcunché: questa è autentica libertà, non quella prostituzione ideologica travestita da buonismo che da decenni scandisce le ore nella nostra Emilia. Fortunatamente, non è così ovunque: in questo senso rivolgo i miei apprezzamenti per la riconferma di Francesco Tosi e Maria Costi, rispettivamente primo cittadino di Fiorano e Formigine; questi successi sono il segnale che dietro a sigle o nomi ci siano persone competenti e capaci, guardate ad ampio raggio i due Comuni succitati: ci sono tanti motivi per esprimere soddisfazione. Ugualmente, il vento sta cambiando: nuova aria, tempo di svolte epocali…