musulmmmmmmmmmmmmmmmmmL’approvazione della variante al Poc del comune di Castelfranco che di fatto ha dato il via libera all’individuazione di un’area idonea all’insediamento di un centro legato ad attività culturali e religiose destinate agli ospiti islamici è in grado di accendere il dibattito anche a livello locale. Sono tante le questioni riguardanti l’adozione del civico consesso in esame capaci di animare una scia di polemiche anche a Sassuolo perché ”Il punto in esame può costituire un pericoloso precedente: le analogie con Sassuolo sono un brutto campanello d’allarme”, parola di Gian Francesco Menani segretario sassolese del Carroccio. In questo senso Menani, precisa:” Nel consiglio comunale del 23 dicembre scorso a Castelfranco è stata determinante la posizione del Partito Democratico; in questo senso sappiamo a livello gestionale certe tendenze della coalizione di centro-sinistra a Sassuolo”. Il rappresentante della Lega Nord, dice:”Non si può fare un processo alle intenzioni del Pd sassolese, ma ci sono chiari segnali poco rassicuranti in ordine ad aperture e concessioni nei confronti della comunità islamica –chiarisce- prima di tutto la riapertura del centro culturale di via Cavour ci sembra in barba a regolamenti e disposizioni”. Su un punto si concentrano le attenzioni del nostro interlocutore che puntualizza:”Il problema non è legato ai musulmani o al loro culto a cui va il mio rispetto, ma ci sono delle regole da seguire e non credo che la costruzione a Sassuolo di un centro islamico di raccolta a livello interprovinciale sia un’idea da perseguire: Sassuolo ha diverse criticità da superare e non mi sembra il momento di pensare all’edificazione di una “Moschea”. Al di là dei soldi da investire che gli stranieri sono pronti a versare –aggiunge- ci sono degli equilibri da mantenere a livello territoriale, il quesito convivenza tra diverse etnie con le loro abitudini e le loro tradizioni va sempre tenuto in conto. Fino a prova contraria –conclude- i padroni di casa siamo noi italiani, accoglienza non significa permissivismo tendente alla sottomissione; non vorrei mai che ai sassolesi dentro l’uovo di Pasqua come sorpresa, che poi purtroppo tale non è, fosse riservata la costruzione di una “Moschea” così come agli abitanti di Castelfranco è toccata come regalo sotto l’albero: vigileremo in maniera democratica ma decisa affinchè ciò non accada”. Cristina Girotti Zirotti consigliere Lega Nord di Castelfranco, tuona:”Parlerei di un razzismo al contrario, i diritti degli italiani continuamente calpestati in nome di un’integrazione falsa ed inconsistente : questo perché non ci potrà mai essere una convivenza serena tra le comunità senza quella civile reciprocità che significa rispetto e senso civico. Il Pd locale – sottolinea- ha imposto la sua decisione a tutti gli abitanti di Castelfranco senza un confronto aperto e civile e senza rivolgere alla questione le giuste attenzioni –ironicamente afferma- per contrastare l’emergenza lavoro sono queste le risposte da parte dell’Amministrazione comunale?Un sito produttivo trasformato in un centro socio- culturale di stampo islamico, servono maggiori controlli anche perché sorgerà un edificio su un’area di 900 mq e in questo caso bisognerà valutare i rapporti tra finanziamenti ed infiltrazioni. In questo senso vista la grande risonanza del progetto, tutto questo unito ad alcuni affiliati all’Isis presenti nei territori provinciali di Modena e Bologna aumenta le mie preoccupazioni –termina velenosamente- come mai il consiglio comunale di Castelfranco ha dato l’ok alla variante Poc pochi giorni fa ed invece tra i vari gruppi islamici la raccolta fondi per la realizzazione della “Moschea” è cominciata dieci mesi fa: o siamo in presenza di speciali poteri preveggenti oppure parlerei di un’evidente “inciucio” alle spalle della cittadinanza di Castelfranco e non solo”