Il Consorzio Valli del Cimone è stato costituito nell’estate del 1998 con lo scopo dello sviluppo della promozione e della commercializzazione del turismo a vantaggio dei soci, e più in generale degli operatori e della collettività delle aree appenniniche della provincia di Modena.
Negli anni ha fatto diversi progetti rivolti alla promozione turistica dei propri consorziati usufruendo anche di contributi pubblici. L’attività svolta non ha mai favorito in modo omogeneo i propri consorziati e agli stessi non sono mai stati chiesti tutti i contributi consortili per garantire l’equilibrio economico patrimoniale e finanziario del consorzio. Grazie al prezioso lavoro fatto dalla dottoressa Giulia Bazzani, Revisore del Consorzio fino a marzo 2019, è stato evidenziato che l’attività non era omogenea nei confronti di tutti i consorziati e che la contribuzione consortile, anno per anno era stata insufficiente. Con la spending review, la richiesta di eliminare le provincie e l’eliminazione delle partecipate degli enti, il Consorzio vede dapprima l’uscita della Provincia di Modena (che fa mancare una contribuzione fondamentale) e poi la perdita di appeal da parte di altri Comuni che chiedono di recedere anzitempo. E’ a questo punto che emerge la necessità di coprire il disavanzo venutosi a creare negli anni. Il Consorzio ha iniziato un percorso di declino che l’ha portato a deliberare alla fine del 2018 la messa in liquidazione, dopo aver più volte fatto diversi tentativi di cercare una soluzione bonaria fra i consorziati. Viene allora nominato Corrado Cavallini professionista dottore commercialista revisore legale, che ha già ricoperto incarichi simili, dove si era reso necessario il tentativo di salvataggio di imprese o enti in difficoltà: un esempio è rappresentato dal salvataggio della società partecipata dal Comune di Sassuolo SGP. Attraverso un concordato di continuità si è compiuto un vero e proprio salvataggio, non ancora compiuto, ma che ad oggi ha visto l’approvazione, per il quinto anno consecutivo, del bilancio in utile. Corrado Cavallini, uomo di fatti e poche parole, si è messo subito al lavoro anche nel Consorzio Valli del Cimone per cercare di giungere a una soluzione il più presto possibile in vista anche delle prossime elezioni che coinvolgeranno alcuni dei consorziati. Ha investito molto tempo con la parte pubblica ricordando loro gli obblighi che derivano nell’essere consorziati. Si applica infatti al Consorzio la disciplina delle società di persone che vede i consorziati illimitatamente e solidalmente responsabili per le obbligazioni sociali, ha inoltre ricordato loro il disposto dell’articolo 194 comma 1 lettera b) del Tuel (testo unico degli enti locali) che si applica a buona parte dei consorziati. La lettera b) del comma 1 prevede il riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio per la copertura di disavanzi di consorzi. Nonostante tutto questo intenso lavoro, purtroppo, i Comuni consorziati e l’unione dei Comuni del Frignano, anche questa consorziata, non sono riusciti o non hanno voluto trovare una soluzione pre elettorale. In questi giorni di ultimi richiami elettorali, si presentano ad un così importante appuntamento elettorale, non solo locale, davanti ai cittadini elettori, a cui chiedono il voto, senza risposte e lasciando vuote le casse del Consorzio. Dovranno rispondere, insieme anche al Consorzio del Cimone (altro importante consorziato) che il mancato pagamento dei dipendenti (ora tutti licenziati) dei fornitori, dell’Erario e più In generale della pubblica amministrazione dipende anche soprattutto da loro. Le associazioni di categoria, invece, anch’esse consorziate (Lapam Confartigianato, CNA, Ascom Confcommercio e Confesercenti), hanno prontamente risposto alle richieste del liquidatore versando tutti i contributi consortili dovuti