CIMG1145La questione “moschea” continua a tenere viva la discussione politica in territorio comunale e non solo. Enrico Maria Sighinolfi , momentaneamente uscito dai ranghi del Pd attacca il suo stesso partito: “Non serve a niente vincere le elezioni comunali se non si affianca un sorpasso culturale, un nuovo modo di intendere la società e la nostra stessa vita. Non serve a niente restare al palo ed accettare il modello culturale imperante negli ultimi 20 anni”. Da qui alla proposta del suddetto dirigente del partito democratico il passo è breve ma deciso: “Mi piacerebbe far sorgere il centro di culto islamico più importante d’Italia e vorrei una madrasa, cioè una scuola di culto coranica, a Sassuolo, di modo che gli imam si formino qui” Per il momento il governo cittadino pare essere impegnato su altri fronti ;pertanto tale tema pare essere congelato. Critiche sul fronte opposto giungono via Facebook da Camilla Nizzoli, ex PDL e oggi consigliere della lista civica I Sassolesi. E’ spettacolare- si sfoga Nizzoli- vedere che adesso c’è qualcuno che si sbatte a difesa della moschea e si erge a paladino dei musulmani, quando cinque anni fa era candidato in una lista civica a sostegno di Caselli. E’ spettacolare ricordare questa persona avvinghiata in un abbraccio a Souad Sbai che da sempre si batte per impedire la costruzione di nuove moschee. Eh sì … come si cambia per non morire” .Il riferimento sembrerebbe essere indirizzato a Rabia Amadid, ex sostenitrice di Caselli oggi schierata con la lista civica Sassuolo 2020; a  proposito pare che la stessa abbia intrapreso un rapporto di stretta collaborazione con Nadia El Barrami, esponente Pd nel civico consesso. Al momento la questione “moschea” non è matura, perché ci sono da sciogliere altri nodi quali Sgp ed i conti comunali, però l’argomento è pronto ad esplodere in una gigantesca polemica. Il progetto culturale di Sighinolfi è ambizioso e di spessore e bisogna dare atto al rappresentante democratico di aver puntato  su un percorso didattico di crescita che contempla integrazione e alfabetizzazione. Quanto proposto presuppone un cambiamento  che porti la politica a creare situazioni nuove ed insolite: idea ad ampio raggio, ma che si scontra con una mentalità figlia di tradizioni ed esperienze.  Per il momento non solo Sassuolo, anche l’Italia, non è pronta a questa novità; allora si vuole resistere in tutti i modi al nuovo che avanza rimarcando la propria identità e il proprio spirito d’appartenenza.