La denuncia del consigliere leghista: “Su 527 posti ben 277 sono stati assegnati a rifugiati e richiedenti asilo. Se questo non è razzismo al contrario…”

“Ci risiamo: la prassi buonista in salsa emiliano-romagnola conferma anche quest’anno la propria tendenza a privilegiare i richiedenti asilo rispetto ai disabili italiani. Lo dicono i dati sui tirocini promossi nel comune di Bologna dall’Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna. E i dati forniti dall’Agenzia sono incontrovertinili: quello dei Tirocini di tipo C (Tirocinio destinato a soggetti svantaggiati, di orientramento e formazione o di inserimento /reinserimento per persone con disabiltà o condizioni di svantaggio) è ormai diventato un affaireriservato agli immigrati. I disabili possono pure accomodarsi in fila perché per loro non rimangono che le briciole”.
Così il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti (NELLA FOTO), commenta i dati con cui l’Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna ha risposto a una sua interrogazione, nella quale il consigliere del Carroccio chiedeva informazioni in relazione all’assegnazione dei Tirocini di tipo C nella provinciadi Bologna.
“Con grande stupore e indignazione – spiega Marchetti – ho appreso che anche quest’anno oltre il 50% dei Tirocini di tipo C sono stati attivati per richiedenti asilo. Per quale motivo dovremmo agevolare le scelte professionali dei persone che nella maggior parte dei casi dovrebbero tornare nel loro paese d’origine? Ormai si tratta di una prassi, visto e considerato che anche nel 2017, nel Comune di Bologna, il 42% dei Tirocini di tico C vennero assegnati a rifugiati e richiedenti protezione internazionale, a dispetto dell’esiguità (benché in aumento) del loro numero rispetto al totale della popolazione bolognese”.
“Come si può ben comprendere ai disabili e alle categorie svantaggiate ormai sono destinate solo le briciole. Questo è inaccettabile, considerando che i Tirocini di tipo C (comma 1 articolo 25 della Legge Regionale 17/2005), vengono finanziati con fondi pubblici e che in questo modo la Regione Emilia-Romagna non fa che sottrarre risorse economiche importanti ai propri cittadini che, proprio perché pagano le tasse, avrebbero diritto a vedersi corrisposti adeguati servizi e a non essere discriminati. Disumano, poi, il fatto che in questo frangente specifico ad essere danneggiati e beffati siano le categorie più deboli della nostra società, i meno fortunati che, anziché essere sostenuti come prevede il principio di uguaglianza sostanziale sancito dal dettato costituzionale all’articolo 3, oggi vengono emarginati proprio dalle loro istituzioni regionali. Se non è razzismo al contrario questo…” punge il consigliere leghista. “Di buono c’è che “la cura” Salvini fermerà questa follia e ridarà la precedenza e la dignità alla nostra gente” conclude Marchetti.













