Lo strappo ormai è compiuto, i rottamatori (o ex) sassolesi hanno preso una strada diversa rispetto all’ex sindaco di Firenze ed ex segretario Pd Matteo Renzi. Se c’erano ancora dei dubbi la conferma è arrivata lo scorso week end quando a Salsomaggiore erano riuniti tutti i colonnelli renziani, parlamentari e amministratori locali vicini a Renzi più un gruppo di fedelissimi della Leopolda e tra questi non figurava alcun politico locale. Nemmeno la pasionaria del renzismo sassolese Giulia Pigoni e quell’Antonio Caselli, la cui storia professionale, aveva colpito Renzi tanto da volerlo incontrare. Il gruppo renziano locale è pronto a sostenere Matteo Richetti nella sua sfida congressuale, una sfida tutt’altro che in discesa e che potrebbe aprire a scenari tutti nuovi in vista delle prossime elezioni amministrative del 2019. Proprio il parlamentare di Spezzano, da braccio destro dell’ex rottamatore, è finito nelle retrovie delle gerarchie nazionali e la sua candidatura pare non aver nessuna chance di successo. Allo stesso modo per la Pigoni sembrano ridotte al lumicino le sue ambizioni extra sassolesi prima tra tutte una candidatura alle regionali nel 2019. Così si sta facendo strada quella che ad oggi pare più che un’ipotesi campata in aria: un progetto civico a Sassuolo per sfidare, a viso aperto, la destra locale che sarà a trazione leghista. Due i nomi in pole position, Giulia Pigoni che a 28 anni ne vanta già quasi 10 di esperienza tra consiglio comunale e giunta, l’ex Assessore ai lavori pubblici di Pattuzzi, Sandro Morini. Sullo sfondo, Marco Fiori che di Pattuzzi fu assessore ai giovani e che proprio con la Pigoni nel 2014 componeva il ticket che i renziani – all’epoca del massimo splendore di Renzi – volevano contrapporre, alle primarie, a Claudio Pistoni. I primi segnali si avranno nelle prossime settimane quando tornerà in moto “Concretamente Sassuolo”, l’associazione culla del renzismo locale ma che ormai è pronta a veleggiare lontano dall’ex rottamatore e fuori dall’orbita Pd.