Dopo anni d’immobilismo in merito al Teatro Carani, all’apertura della campagna elettorale, ufficialmente iniziata dopo il cataclisma delle politiche del 4 marzo scorso, ecco che arriva il coupe de theatre del sindaco Pistoni: improvvisamente dove c’era miseria spuntano milioni di euro e dove c’erano solo problemi spuntano idee e opportunità ed esce, sulla stampa locale dello scorso 10 Maggio, la notizia che “i soldi ci sono”, “dal prossimo anno accelerata decisiva” e “Il Comune mette in agenda l’acquisto tramite i soldi di una fondazione”.
Superfluo dire che ogni azione concreta volta alla riapertura dello storico teatro cittadino ci vede favorevoli e concordi. Abbiamo quindi chiesto, al sindaco e ai vertice della Fondazione, chiarimenti riguardo tempistiche, modalità, cifre.
Ed ecco che, sempre sullo stesso quotidiano, in data odierna esce la smentita: “Mi preme precisare che non è previsto nessun acquisto del teatro”, dichiara Pistoni, aggiungendo “per evitare strumentalizzazioni da parte di chicchessia”.
Il Comitato Salviamo il Teatro Carani, che in tutti questi anni è servito a tenere viva la memoria e a portare la notizia su scala nazionale e a conoscenza di tantissime personalità del mondo dell’arte, non solo non ha fatto alcuna strumentalizzazione, ma ha semplicemente chiesto delucidazioni, oltre modo legittime, alle parti. Appare inoltre curioso che, a fronte di una richiesta di approfondimento della notizia da parte nostra fatta alla giunta, esca un’immediata smentita.
Ci preme sottolineare che, qualunque richiesta di delucidazioni in merito alla questione Teatro Carani, fatta da noi come da “chicchessia”, non solo è legittimata dalla situazione del teatro, ma anche dalla situazione del comune di Sassuolo, di fatto privo di un contenitore culturale vero e proprio, nonché del suo teatro più storico ed importante.
Ora, ci chiediamo, con forza: qual è la verità?
E soprattutto, al netto di ogni tipo di strumentalizzazione: quando riaprirà il Teatro Carani?













