“Rebecca gioca nel campionato dei cieli, voi dovete continuare quello terreno”. Queste le parole del formiginese Giuliano Braglia papà della diciottenne rugbista reggiana Rebecca morta, nel pomeriggio di ieri all’ospedale Bufalini di Cesena, per le conseguenze di uno scontro di gioco. La giovane atleta, studentessa liceale a Reggio Emilia, è spirata dopo tre giorni di agonia a causa del trauma cranico che aveva riportato durante un placcaggio nel corso di una partita (rugby a 7) che la ragazza, appassionata di rugby, stava disputando a Ravenna. Un normale intervento di gioco ha provocato una gravissima lesione cerebrale, una tragica fatalità per l’atleta della palla ovale che militava nella società sportiva Amatori Parma. Uno sfortunato incidente: Rebecca subito un placcaggio, ha sbattuto violentemente il capo cadendo all’indietro; immediati i soccorsi e il trasporto con l’elisoccorso al Bufalini dove è stata sottoposta ad intervento chirurgico. Poi, sono seguiti giorni di attesa sperando in un risveglio fino a ieri quando i medici hanno dichiarato il decesso; rivolgiamo a parenti ed amici di Rebecca le più sentite condoglianze