Domenica 17 dicembre 2017, alle ore 16, al Forum Monzani di Modena, si è svolto un evento, condotto da Fabrizio Fontana, della green company Reon, durante il quale è stata presentata la Fondazione Reon Onlus per finanziare progetti di sensibilità ambientale, in particolare rivolti ai bambini, perché, nella mortalità infantile, un caso su quattro è direttamente collegato all’inquinamento.
Per questo la fondazione, che si finanzierà con iniziative specifiche, ma soprattutto grazie all’impegno di Reon di destinarle una percentuale della propria attività, contribuirà al sostegno agli ospedali di oncologia pediatrica, al sostegno alle famiglie con bambini ammalati, al sostegno della ricerca e alla creazione di strutture dedicate. Dobbiamo adattarci ed essere più resilienti, ovvero sapere fare fronte in maniera positiva a eventi traumatici, a riorganizzare la propria vita rimanendo sensibili alle opportunità positive che la vita offre. Dobbiamo andare oltre gli accordi di Parigi, il rispetto dei quali farebbe restare il mondo sul confine fra pericoloso e catastrofico, perché ogni grado in più provocato dal riscaldamento del clima ha effetti che difficilmente riusciamo a immaginare. Con quattro gradi in più il mare arriverebbe a Ferrara, le stazioni sciistiche delle Alpi verrebbero ridotte a un quarto. I costi del fare per combattere il riscaldamento del clima sono inferiori ai costi del non fare, del chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Decarbonizzare è possibile, come è possibile utilizzare energie rinnovabili. Ha concluso dicendo che abbiamo tutto, ma ci serve la volontà politica e quella, fortunatamente, è un’energia rinnovabile.
Il giornalista ambientale Emanuele Bompan ha indicato la strada dell’economia circolare, che non si limita al riuso, ma insegna ad ottimizzare l’uso, come succede ad esempio con il carsharing, suggerisce un nuovo concetto di comproprietà basata sulla necessità di un oggetto, di un servizio. Bisogna superare l’obsolescenza programmata, la moda istant fashion per allungare la vita dei prodotti.
Antonio Rancati, coordinatore nazionale di Cetri-Tires, il comitato scientifico che ha lasciato la dinamica della competitività per applicare quella della condivisione empatica in un alogica di Terza Rivoluzione Industriale ha raccontato il progetto della TRILedLantern, lampada collegata ad un mini pannello solare, per portare la luce nei villaggi di luoghi come l’India rurale e l’Amazzonia, dove non arriva l’energia elettrica e dove, oltretutto, la gente non potrebbe neanche pagare la bolletta. L’energia prodotta durante il giorno viene accumulata in una batteria e serve per fornire luce di notte. Lo stesso progetto ha fatto un nuovo passo avanti grazie all’idea dell’Istituto comprensivo di Santa Marina di Policastro di stamparle in 3D per rendere possibile la produzione delle lampade solari nei luoghi in cui esse verranno usate, eliminando gli ingenti costi di trasporto