
Una svastica disegnata sul muro nei pressi dell’ingresso da viale Mazzini all’area verde ex Edilcarani, alimenterà nuove polemiche politiche? Episodio da condannare, ma da qui a pensare a nuovi e minacciosi rigurgiti neonazisti ce ne passa: ogni tanto qualcuno decide di disegnare qualche simbolo di un passato violento e subito la lotta partigiana s’infiamma: in passato, negli anni di forte degrado nel quartiere Braida addirittura la contesa tra area di centro-sinistra al governo municipale con la gestione Pattuzzi e opposizione di centro-destra raggiunse toni accesi in seguito alla comparsa di qualche segno della Germania Hitleriana sui muri cittadini. Pensiamo al gesto goliardico di qualche giovanotto, non certo a squadristi pronti a seminare disordini; comunque la vicenda è stata prontamente seguita dal locale Commissariato nel tentativo di fare chiarezza sull’accaduto. Memorabili alcuni attacchi tra i banchi del Consiglio comunale da parte della sinistra più estrema contro il consigliere Luca Caselli, che da lì a poco sarebbe poi stato eletto primo cittadino, il quale fu apostrofato a più riprese come fascista. Fortunatamente la situazione a Braida è migliore rispetto al 2008, comunque sia descrivere con alcuni aggettivi di cattivo gusto l’ex sindaco Luca Caselli ci pare sia stato poco galante, per usare un eufemismo. Quelli odierni sono altri tempi, ma puntualmente alla prima occasione ritorna un passato brutto di ricorsi storici che riportano alla memoria fatti tragici: più volte le ceneri del fascismo o quelle del nazismo hanno fornito ad alcuni rappresentanti del civico consesso sassolese la base di partenza per fornire consistenza e struttura alle teorie comuniste. Gli estremismi vanno condannati sempre e comunque, senza se e senza ma: Sassuolo deve dare prova di maturità…













