La Regione Emilia-Romagna punta ad ottenere maggiore autonomia legislativa e amministrativa per poter gestire direttamente, e con risorse certe, materie fondamentali per l’ulteriore crescita sociale ed economica dei propri territori, oltre che per la semplificazione delle procedure amministrative e dei meccanismi decisionali. Quattro le aree strategiche: lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; sanità; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture. Così Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna, ha motivato la dichiarazione d’intenti, sottoscritta assieme al Presidente del Consiglio Gentiloni, che dovrebbe portare una maggiore autonomia legislativa e amministrativa alla stessa Regione.
Riflessione scaturita nel corso di una serata conviviale sul tema “Leadership industriale e autonomia regionale: dove stiamo andando?”, promossa dai Rotary di Sassuolo, Carpi, Vgnola-Castelfranco-Bazzano e dal Panathlon di Modena. Presenti, oltre ai tanti soci, anche i sindaci di Modena, Sassuolo, Fiorano e Formigine, Catia Pedrini e Radostin Stoytchev, rispettivamente Presidente e allenatore del Modena Volley Punto Zero.
Nel suo intervento Stefano Bonaccini ha definito “surreale” l’ipotesi di dividere l’Emilia dalla Romagna perché “separati saremmo tutti più deboli, mentre la nostra forza sono le eccellenze di un territorio che da Piacenza a Rimini compete con quelli più avanzati del mondo”. Il Presidente regionale ha poi ricordato come “l’Emilia Romagna ha il primato italiano del valore dell’export: la prova che davvero questa regione, coesa e solidale, compete con le aree più avanzate a livello europeo e internazionale, grazie all’impegno comune portato avanti attraverso il Patto per il Lavoro sottoscritto con imprese, sindacati, territori, Università e Terzo settore”.
Ha poi aggiunto di essere consapevole “che l’uscita dalla crisi potrà essere accelerata dall’affermarsi di un nuovo modello di sviluppo, che ponga al centro del sistema economico la “persona” e il lavoro nella sua accezione più ampia, rivalutando lʼaltra propensione all’imprenditorialità dellʼEmilia-Romagna in ogni ambito di attività: agricolo, industriale, terziario, artigiano, cooperativo e turistico”. Tutto questo “salvaguardando l’ambiente e aiutando – ha aggiunto il Presidente della Regione – le persone in difficoltà a superare condizioni di esclusione sociale attraverso i programmi di avvicinamento al lavoro, combattere la povertà estrema grazie al Reddito di solidarietà, promuovere l’invecchiamento attivo e il benessere degli anziani. Non chiuderemo nessun ospedale, ma – ha sottolineato Bonaccini – svilupperemo il sistema delle Case della salute e gli Ospedali di comunità, per una sanità sempre più capace di rispondere ai bisogni dei pazienti”.