
Se la gara di domani sera al “Mapei Stadium” per Vincenzo Montella è senza ombra di dubbio decisiva, in caso di non successo scatta automatico l’esonero, anche per Cristian Bucchi acquisisce un peso specifico rilevante. Specie perché nelle ultime due sono arrivati altrettanti ko. “E il rammarico, mi riferisco al Napoli, non è aver perso perchè contro una squadra del genere ci sta, ma proprio per come è maturata la sconfitta”, dice il tecnico neroverde che sottolinea come tanti ko siano arrivati per grosse ingenuità. “Molte sconfitte sono arrivate per errori clamorosi nostri, prendo ad esempio la gara con l’Udinese quando eravamo in possesso palla e l’abbiamo persa concedendo quindi il loro contropiede”. Brutta la sconfitta coi friulani, decisamente meno quella domenica scorsa al “San Paolo”, ma Bucchi sa bene che il suo Sassuolo ha un disperato bisogno di punti. ” Vogliamo e dobbiamo fare risultato. Se siamo in questa posizione di classifica non siamo stati continui come squadra, perché abbiamo alternato buoni momenti di compattezza ad altri nei quali ci siamo dimostrati molto fragili”. E’ arrivato però il tempo di mettere fieno in cascina, prima della sosta: “Dobbiamo fare punti, dobbiamo regalare quelle gioie che questa società merita. Lo merita questa ambiente, lo meritano i nostri tifosi”. Con quale formazione iniziale difficile dirlo, anche perché diversi infortuni ai quali vanno aggiunti uomini che non sono al meglio della condizione, hanno condizionato e non poco questo nebuloso avvio di stagione. “Centrocampo dei vecchi titolari? Non si tratta di vecchi o di nuovi, si tratta che ci sono giocatori che hanno subito, ad un età non più verdissima, infortuni pesanti. Magnanelli che è il nostro capitano ed è un uomo per noi molto importante è difficile che sia al top dopo un infortunio grave come quello che ha subito lo scorso anno: l’esempio pratico è Marchisio che continua a faticare. Poi abbiamo Missiroli e Biondini con quest’ultimo che a 34 anni si è rotto il tendine d’achille: giocatore così importanti andrebbero gestiti, ma non sempre ci siamo riusciti. Anche perché i vari Duncan, Sensi e Mazzitelli a loro volta hanno avuto dei problemi di natura fisica”.













