Che fine ha fatto Paola Landini?E’ l’inquietante interrogativo a cui mesi di ricerche, indagini e indizi non hanno fornito risposte; la cosa davvero curiosa è che l’attività investigativa si sia come di colpo arenata, quando ancora la vicenda resti tutta da chiarire. Della donna scomparsa il 15 maggio 2012 dall’area antistante il Poligono di Tiro di Sassuolo non si sa più nulla e ogni traccia per risalire alla verità si è a poco a poco dissolta. Il noto criminologo Ezio Denti, che ha seguito il caso precisa:”Tutto è fermo, al momento di fatto non svolgo più attività investigativa riguardo questa vicenda anche se formalmente non mi è stata presentata disdetta in merito all’incarico assegnatomi a suo tempo, mi è difficile capire questo silenzio sul caso”. Continuando il proprio intervento il professionista, precisa:”La chiave di volta di questo intricato giallo sta tutta nella sparizione di due rivoltelle contemporaneamente alla signora Landini, per divergenze nell’attività investigativa con chi mi aveva affidato l’incarico non sono riuscito ad agire in piena libertà –puntualizza- l’ipotesi di un allontanamento volontario è da scartare, troppi elementi fanno propendere per un omicidio:il suo rapporto sentimentale non aveva vincoli matrimoniali e la signora avrebbe potuto regolarlo a suo piacimento, non ci sono debiti o altri gravi problemi tali da indurre al suicidio, una donna che ha intenzione di andare altrove e di scegliere nuovi orizzonti per il proprioSCOMPARSA LANDINI futuro ne parla quantomeno con i familiari più stretti e non lascia documenti ed effetti personali nell’auto misteriosamente abbandonata negli spazi all’esterno della struttura di Rometta Alta, mi sento di escludere il fatto che le due pistole siano state prese dalla Landini per proteggersi rievocando un’immagine da Far West –conclude –non ho notato a differenza di tante altre scomparse da me trattate la presenza di quella ”spinta rabbiosa” alla ricerca della verità che caratterizza le indagini