“Gli orti sociali alla cooperativa che gestisce i richiedenti asilo? Sarebbe un torto ai residenti che desiderano poter coltivare un pezzo di terra e che potrebbero vedersi sottrarre quelle che risultano essere tra le ultime aree disponibili”.
Così il consigliere regionale Lega Nord Stefano Bargi e il segretario Lega Nord di Carpi Stefano Adami intervengono sul progetto avanzato dalla cooperativa Leone Rosso che si occupa di accoglienza e che ha chiesto, con un atto formale indirizzato all’amministrazione di “poter usufruire di cinque spazi verdi comunali a uso orto, in ragione del fatto che i profughi sanno coltivare la terra e che desidererebbero proseguire ad esercitare il mestiere che sanno fare meglio”.
“A quanto risulta gli spazi ancora liberi da assegnare per l’orticoltura
sono pochi e per ottenerli in gestione i carpigiani devono partecipare ad un bando che prevede come requisito fondamentale la residenza in città”. Nel caso l’amministrazione comunale accettasse la richiesta della cooperativa, invece, “si creerebbe l’assurda situazione per cui richiedenti asilo, che non risultano residenti storici e che non aderiscono agli altri parametri fissati per i cittadini italiani, otterrebbero una corsia preferenziale per vedersi assegnare addirittura più di uno spazio”.
Se, come risulta, gli orti ancora liberi fossero soltanto cinque, ossia quelli richiesti dalla cooperativa “assegnandoli per i richiedenti asilo si finirebbe per invalidare fin da ora ulteriori richieste in arrivo dai carpigiani che ne avrebbero diritto”, sottolineano Bargi e Adami
“Ci aspettiamo che l’amministrazione dica un fermo no all’ennesima pretesa delle cooperative che si occupano di sedicenti profughi. Siamo arrivati ad un tale punto di rovesciamento della realtà e del senso profondo del welfare, da far apparire la nostra società come una enorme Onlus che impiega tutto ciò che abbiamo costruito e le risorse delle nostre imposte, per fare beneficenza a soggetti dei quali non si sa nulla: nè se potranno rimanere in Italia e quindi integrarsi e nemmeno se possano realmente vantare il diritto di asilo”, concludono Bargi e Adami.

Ufficio Stampa Lega Nord Emilia Romagna