

Rabbia e incredulità nei commenti di cittadini alla vista del vicolo Carandine trasformato in un vespasiano a tutti gli effetti: una maleducazione che deturpa e violenta uno dei luoghi simbolo della cristianità a Sassuolo. La gente è esasperata dai comportamenti che denotano uno scarso senso civico da parte degli stranieri, il problema prima che nei numeri, siamo all’interno di un flusso epocale col beneplacito di cooperative e buonisti, sta nell’agire in modo incivile degli ospiti. In mezzo alle parole di sconcerto per questi atteggiamenti, una provocazione dettata dal fatto che è stata violata la sacralità tanto da pronunciare:”Bisognerebbe fare altrettanto sulle mura della moschea di via Cavour”. La strada della vendetta o il sentiero della ritorsione sono elementi di rottura che non aiutano certo il dialogo, ma certamente qualcosa deve cambiare. Prima di tutto, se sul numero di profughi o di persone da accogliere la gestione amministrativa locale non ha voce in capitolo non per questo la stessa può permettere scempi di questo genere: serve un confronto serio con la comunità straniera e una maggiore presenza di personale volto ad educare anche con sanzioni i comportamenti scorretti. Sulla paternità di questi gesti lontani da una minima forma di socialità si ha la certezza di attribuire la responsabilità ai veri attori ; non solo, Sassuolo resta meta anche di accattoni e molestatori addirittura veri e propri pendolari dell’elemosina provenienti dai paesi confinanti. Sassuolo non è più terra di conquista per la micro-criminalità come accadeva qualche anno fa, sono cambiati i tempi, ma in qualche modo è ancora colpita al cuore: non è un problema legato alla scelta degli alimenti da adottare in una mensa, qui la questione riguarda le nostre origini e la nostra storia. Criticare può anche starci, laddove il confronto rimanga su toni civili ma denigrare ed oltraggiare non può essere accettato: Sassuolo deve restare ospitale ed accogliente, ma non può diventare ostaggio di gesti incivili…Il degrado urbano preoccupa, si parla tanto di raccolta differenziata ma siamo sicuri la pipì vada fatta lì: è il caso di reagire facendo leva sull’orgoglio municipale, adesso c’è qualche goccia di urina ad aver fatto traboccare il vaso della pazienza













