“Chiuso per sempre”. Sono le parole che Gian Francesco Menani, ex vice-sindacoe segretario cittadino Lega Nord, ripete in merito alla situazione relativa a diverse costruzioni presenti in territorio comunale. La mancata riapertura del Teatro Carani, contenitore simbolo di cultura e vitalità artistica in città, è da sommare ai vari complessi sparsi qua e là a Sassuolo. Menani, tuona:”La campagna elettorale a favore di Pistoni era tutta improntata sulla riqualificazione di alcuni edifici con conseguenti restyling di alcuni settori cittadini – puntualizza – penso ai Gerani o al famigerato palazzone al cinico 189 di via Circonvallazione, tutto tremendamente falso: che fine ha fatto la loro arrogante presunzione? Gli stabili ricordati – precisa -sono lì a testimoniare di un passato fatto di degrado e insicurezza, ma cosa che preoccupa è che quell’atmosfera di paura e di scarsa tranquillità stia prepotentemente tornando. La questione vivibilità sta precipitando, ricevo decine di segnalazioni sintomo di una situazione che a poco a poco sta degenerando: nelle ore notturne, zone di Sassuolo sono in mano a balordi e piccoli criminali – prosegue- il tutto meriterebbe altre attenzioni, invece continua ad emergere un’immagine di una città vulnerabile”. Una questione per Menani esprime chiaramente le mancanze di questo governo cittadino, l’uomo del Carroccio riferisce:”Al posto del condominio di via San Pietro doveva sorgere una palazzina funzionale: di quanto previsto nulla, il quartiere Braida sta conoscendo un’involuzione spaventosa tra furti, scippi ed atti vandalici. Il controllo di vicinato, non può rappresentare una soluzione al quesito sicurezza perché il discorso vivibilità di alcune aree cittadine presuppone una conoscenza ed una preparazione che non possono essere improvvisate: pieno sostegno e chiaro supporto alle forze deputate all’ordine, ma per vincere il micro-crimine sono necessarie prevenzione e repressione messe in campo da personale qualificato con uomini e mezzi preposti per affrontare la questione a 360. Il periodo -conclude- non è dei migliori dal punto di vista economico, ma manca la volontà amministrativa di incidere in maniera pesante e massiccia parlando di micro-criminalità: Sassuolo diventa terra di conquista, bisogna distinguere tra ospitalità e quasi certezza di restare impuniti, il tutto con buona pace dei perbenisti che annullano il senso del dovere e ogni forma di responsabilità.; Sassuolo continua ad essere violentata…”.