
Lavoratori furibondi che denunciano una situazione intollerabile da un lato, un management sordo e muto dall’altro e in mezzo la politica che con manovre poco chiare potrebbe trascinare l’azienda alla scomparsa. La situazione di Seta, azienda del trasporto pubblico controllata dalla Regione attraverso Tper, è sempre più incandescente. La Lega Nord lancia l’ennesimo allarme, rimarcando la presenza al fianco di lavoratori e cittadini, vittime questi ultimi di un servizio sempre meno valorizzato e spesso trasformato in disservizio, tra mezzi logori con evidente necessità di manutenzione e rincari che comunque si abbattono sulle loro tasche.
“E’ in atto uno scontro senza precedenti tra dirigenti e autisti”, sottolineano Stefano Bargi, consigliere regionale LN e Stefano Soranna, espponente del Carroccio modenese, ricordando le “poche assunzioni, peraltro interinali, aggravate da straordinari imposti con scarso preavviso e mancanza di congedi in caso di visite mediche”.
Seta chiede lacrime e sangue alla sua forza lavoro ma intanto si riempie di consulenze, sulla cui necessità vi è più di un dubbio, e pratica un massiccio outsourcing. “Vengono esternalizzati i servizi di verifica e le pulizie dei bus, per fare due esempi”, spiegano i due leghisti, “mentre gli autisti fanno lo sciopero della fame”. Non un bel quadretto, per una società nel cui capitale c’è di fatto la Regione tanto sponsorizzata dal governatore Bonaccini come locomotiva nazionale. E la protesta continua con un nuovo sciopero, in programma lunedì 8 maggio e organizzato dal sindacato di base Usb-Lavoro privato, insieme a un’assemblea a cui parteciperà lo stesso Soranna in rappresentanza della Lega e a cui sono stati invitati anche il sindaco Muzzarelli e l’assessore Giacobazzi.
In ballo il futuro dell’azienda, col timore che l’attuale situazione sia prodromo del ‘de profundis’. “La paura, reale, – sottolineano Bargi e Soranna – è che con le prossime gare, Piacenza (2017), Modena e Reggio (2018), Seta scompaia, sostituita magari da Busitalia, ovvero Ferrovie dello Stato. Una prospettiva che spiegherebbe il comportamento di azienda e amministratori locali. A cui questa soluzione, forse non dispiace così tanto”.
Ufficio Stampa Lega Nord Emilia Romagna













