“45-50 secondi di differenza di percorrenza in più per migliorare la vita di qualcuno, pochi o tanti che siano, costituiscono un dramma?”. Con questa domanda, decisamente retorica e beffarda, il sindaco Claudio Pistoni ha fatto intendere che le firme raccolte sulla riapertura totale di via Legnago siano da equiparare a carta straccia precisando:”Bisogna contemperare gli interessi, non è una questione di numeri: non ragiono sulle 2000 firme contro le poche richieste di chiusura, sono convinto di aver agito correttamente in un quartiere residenziale”. Queste affermazioni hanno creato polemiche, tanto che un cittadino ha precisato:”Questa modifica alla viabilità ha creato disagi con un incremento del traffico su strade non idonee a ricevere un flusso veicolare del genere, come via Treviso, – ha continuato – a questo vanno aggiunti fattori legati ad una maggiore pericolosità e ad un aumento dell’inquinamento: abbiate l’umiltà di tornare indietro ammettendo di aver commesso un grossolano errore”. Tante le proteste per la decisione adottata dall’Amministrazione, un residente ha precisato:” Raggiunto un compromesso illogico per poche richieste di qualche ” compagno di bottega “, quella adottata è una scelta politica: la dimostrazione di questo è data dal fatto che proprio con la riapertura di via Legnago durante l’orario scolastico viene a cadere la ragione principe dei vostri convincimenti infatti la chiusura la mattina era per voi sacrosanta per l’ingente traffico”. C’è un passaggio nelle parole del sindaco che riflette la presunzione e l’arroganza di chi detiene il potere:”Non parliamo di errore, questo non è il tema della serata”. Laddove non ci sia dialogo e confronto, qualunque forma di dialettica finisce col diventare un’imposizione dispotica; sul punto della riapertura mattutina, un cittadino ha tuonato:”Il castello delle vostre idee è caduto, riapertura la mattina che rappresenta il momento di maggior traffico mentre il pomeriggio la tenete chiusa: decisione assurda”. Pistoni, rivolgendosi ai presenti ha sentenziato :” Se voi volete farmi scegliere di riaprire via Legnago, allora dico no “;chiaro atteggiamento di chiusura, senza possibilità di verifiche e di valutazioni: la verità è questa, al di là della tanto sbandierata partecipazione la quale rimane presente solo sulla carta. Una serata che ha aumentato dubbi e perplessità; “Sassuolo ha tanti problemi che la viabilità di via Legnago non è la prima delle questioni”, questa affermazione poco felice, pronunciata dal primo cittadino, ha provocato qualche mugugno tra gli intervenuti ma comunque è andata in scena la rappresentazione di un uomo solo al comando: davvero poca la voglia di ascoltare e di mettersi nei panni del cittadino medio. Così è se vi pare: una cosa è stare lì a sentire, mentre situazione ben diversa è ascoltare cercando di capire …Tutto come sempre