

Il Pd che vota contro… se stesso. Non mancano le contraddizioni, e quella politica è evidente, nella decisione da parte della maggioranza in assemblea regionale di respingere la risoluzione targata Lega Nord sulla questione sicurezza nel Modenese. “Una bocciatura senza motivi concreti”, fa notare il consigliere Stefano Bargi, che del documento è il firmatario.
Un documento in cui si chiedeva di affiancare Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena e presidente della provincia, nella sua richiesta, recapitata anche al Ministro dell’Interno Minniti, di maggior sostegno nella lotta alla criminalità. Sempre più presente e violenta, sia nelle sue declinazioni “micro” che in quelle “macro”, come confermano i numeri al di là di modeste variazioni percentuali.
“Con questa risoluzione volevamo che la questione sicurezza venisse ufficialmente riconosciuta – spiega il consigliere del Carroccio – , in un territorio dove i soddisfacenti dati del pil e la ricchezza diffusa portano a glissare sul tema, come confermato dalle dichiarazioni di Questore e Capo della Polizia. A Modena si parla di ‘furtarelli’ e ‘rapinette’, ma intanto le poco invidiabili classifiche dei crimini vedono la provincia agli ultimi posti in Italia”.
La bocciatura del documento, in cui la Lega chiedeva con forza più potere ai sindaci e l’affiancamento della Polizia municipale a forze dell’ordine a loro volta dotate di maggiori risorse, certifica di fatto la mancata presa di posizione dell’Assemblea: “Se la Regione è un ente autonomo deve assumersi le proprie responsabilità, non si può scappare o voltarsi sempre dall’altra parte”, punge Bargi. Anche perchè il problema sicurezza continua a crescere, nei numeri e nella percezione. Così come nella portata reale: durante la discussione in aula, il consigliere ha citato un report della Confcommercio locale, dove si evidenzia come il 75% dei negozianti che ha subìto l’assalto di ladri e banditi, non sia poi andato a denunciare.
Ufficio Stampa Lega Nord Emilia Romagna














