La vicenda Berardi si arricchisce di una nuova puntata: nella foto di ieri pomeriggio con il gruppo neroverde e lo staff, di Mimmo neanche l’ombra. Pronta la replica della società che ha fatto sapere che il n°25 calabrese si trova a Pavia per recuperare al meglio dall’infortunio; se non è un “caso” poco ci manca. “Dispiace non avere Domenico da tre mesi. I tempi sono stati un po’ troppo lunghi, io per ora manco l’ho ancora visto a Sassuolo. Qualcosa non è andato. Io faccio l’allenatore, non li curo i giocatori”: questo quanto detto da mister Di Francesco alcuni giorni fa, parole che non nascondono una certa amarezza soprattutto pensando alle volte in cui il tecnico pescarese non ha esitato a mostrare il suo dispiacere legato a questa storia. Avrebbe dovuto trattarsi di un infortunio di due otre settimane quello dell’estroso attaccante neroverde; il comunicato del club del 29 agosto scorso parlava di “elongazione del collaterale mediale”; nel percorso di recupero qualcosa è andato storto tanto che da allora di Berardi si sono perse le tracce. “Berardi si sta curando a Pavia ” ha sentenziato l’ad Giovanni Carnevali; nessuno ha motivo di dubitare ciò, semmai il problema è un altro: perché Berardi non rientra in gruppo e il suo recupero viene puntualmente procrastinato? Gira e rigira siamo alle solite, devi affrontare un evento storico quale la fase a gironi di Europa League e non ti preoccupi di rafforzare la squadra neanche quando si fa male il calciatore più forte dell’intera rosa neroverde: potresti cercare un colpo di mercato invece fai sapere che nel giro di qualche settimana Berardi tornerà; così non è stato, tanti discorsi buoni a confondere e ad ingannare. Possiamo raccontarci tante cose, ma la verità è che il Sassuolo è fuori dal palcoscenico europeo e sta stentando in campionato: le premesse non erano queste, si potrebbero utilizzare tante scuse quali quello del piccolo contesto societario o della prima volta in assoluto in Europa ma rimane il rammarico di non aver affidato a Difra una squadra davvero competitiva secondo la natura e la consistenza del Sassuolo. Delusi no, perché bisogna ricordare i traguardi raggiunti dalla società ma inevitabilmente dispiaciuti per non aver sfruttato meglio certe situazioni difficili da ripetere













