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“Il carattere non si può cambiare, io sono fiero e orgoglioso di essere me stesso. A volte questo carattere mi ha portato a dare un’immagine non veritiera. La libertà di pensiero è il sentimento migliore che può albergare nell’essere umano e questo è un mondo in cui non tutti dicono quello che pensano. Personalmente mi esalto nelle situazioni più difficili, sono un uomo di trincea e spesso sono stato chiamato in situazioni simili a questa. Sono l’allenatore che allena da più anni in queste categorie, dall’89/90 non sono mai stato fermo e in Lega Pro nessuno ha allenato quanto me – ha proseguito Capuano -, non so se sia un merito o un demerito, ma conosco tutti e conosco i valori”, non tarda a precisare Capuano atteso subito dalla trasferta ostica di San Benedetto del Tronto. “Preferisco affrontare subito una squadra forte in un campo difficile come San Benedetto; ci sono partite ravvicinate e io amo lavorare molto ma ora non posso dare confusione alla squadra, devo dare certezze mettendo poco alla volta quello che voglio. Fare delle promesse è riduttivo, dico che amo lavorare e voglio essere giudicato per quello che faccio sul campo”. Capuano che a Modena arriva col suo staff e che spiega di non avere un premio in caso di conquista di salvezza. “Il mio è un contratto articolato ma non c’è premio salvezza, ci sono solo premio play off e premio promozione. Rimangono tante giornate. Sarò accompagnato dal mio storico secondo, Padovano, e dal preparatore atletico, Truda, che mi ha accompagnato negli ultimi anni ad Arezzo. Un allenatore deve adattarsi alle caratteristiche dei giocatori, non il contrario”. Modena che è chiamato a cambiare rotta immediatamente: la classifica piange e da Capuano il popolo gialloblù si aspetta una vera e propria scossa. “Ora ho bisogno di gente che morde le caviglie, a prescindere dalle caratteristiche. Gente che va in campo e sputa sangue e mi dà le certezze di andare al limite dello strapazzo, oltre la fatica. La situazione è difficile ma non drammatica”.