“Una questione politica alla base di questa chiusura forzata del Teatro Carani, la verità è questa: il Comune non vuole riaprire la struttura trovando scuse e alibi al solo scopo di procrastinare il ritorno al palcoscenico; una sorta di ripicca, i vertici comunali fanno i capricci e sono schierati a dire no alla riapetura”. Laura Franchinichiuso_per_sempre1_Nkeep-calm-and-decido-io responsabile del ” Comitato Salviamo il Teatro Carani ” rompe gli indugi e vuota il sacco:”Il mio sodalizio ha sempre cercato di addivenire ad una soluzione per fare tornare a vivere il Carani, ma mentre la proprietà Carani ha mantenuto la parola data non si può dire altrettanto di questa Amministrazione -precisa- sono stati completati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione dell’edificio che è stato dichiarato agibile da una perizia di parte eppure il Comune non autorizza la riapertura chiedendo verifiche anti sismiche del tutto particolari che se fossero estese a tutto il patrimonio immobiliare municipale provocherebbero l’inagibilità di molti complessi in città. A parte questo spirito adolescenziale -puntualizza -è stato avanzato il problema che il Comune non sia più disposto a versare denaro per l’affitto di una cosa privata: come se la questione si fosse creata solamente ora; intanto abbiamo richiesto che fine avessero fatto i soldi messi a bilancio per la locazione del Teatro e non spesi in quanto il contratto è stato disdetto, aspettiamo ancora una risposta…”. Sulle modalità di gestione della cultura in città, la nostra interlocutrice attacca:”Siamo stanchi di essere considerati poco e male, tante promesse disattese: il Teatro doveva essere recuperato entro qualche mese invece sono trascorsi due anni e nonostante i lavori di restyling siano stati completati in maniera soddisfacente lo stesso non riaprirà”. Su un punto la donna esprime tutto il suo disappunto:” L’anno scorso fummo rassicurati sulla presenza di un cartellone teatrale in città invece le cose sono andate in maniera diversa: niente Carani, ma nemmeno senza Politeama o Teatro San Francesco -conclude – probabilmente una programmazione culturale non interessa ad una città che non solo ha perso la sua identità storica con la chiusura del Carani ma ha anche venduto a Modena la serata dedicata ad un suo illustre cittadino, Pierangelo Bertoli, in nome di strani giochi di carattere politico”. Il Carani è un contenitore che trasuda di cultura e appartiene alla città: il teatro deve rimanere chiuso, così è deciso, scelta di partito …