Ennesima scorribanda del centauro statunitense Eugene Edward McMahel, noto come Max Wrist, il quale in sella ad una moto ha compiuto una nuova impresa sfiorando i 300 km/h. “Gli atti eroici ed i gesti edificanti sono altri – dice Franco Piacentini, presidente dell’Associazione familiari vittime della strada che prosegue- le sue provocazioni sono pericolosissime, questa sua volontà di lanciare il guanto di sfida a macchine di lusso in prova è pazzesca: condotte di guida davvero spericolate tra velocità ragguardevoli, acrobazie, sorpassi azzardati ed impennate”. Un aspetto rende la cosa particolarmente grave, il nostro interlocutore precisa:”I video di queste “bravate” vengono fatti girare in rete creando celebrità e generando nelle giovani generazioni un’aria mista tra invincibilità ed impunità oltre a mostrare comportamenti alla guida che mettono a repentaglio la pubblica incolumità. Ho scritto al colonnello Steven Marks, diretto superiore di Max Wrist il quale è militare dell’esercito americano presso la caserma di Ederle cercando di far leva sui poteri di controllo e sul senso di responsabilità – puntualizza Piacentini- perché la correttezza al di fuori della caserma e dell’orario di servizio a maggior ragione in un paese straniero non può restare un optional:il ricordo della strage del Cermis è una ferita sanguinante nel cuore del popolo italiano; non ho ricevuto nessuna risposta alla mia missiva, sono trascorsi dieci giorni, cosa aspettiamo a prendere provvedimenti? Un conto – chiarisce – sono le sanzioni disciplinari legate al diritto militare, cosa ben diversa il senso del dovere che porti a correggere certi modi di agire; non è una situazione sostenibile, ci vuole una giustizia capace di andare oltre delle competenze addolcite per via dello status del biker – conclude -per esempio era stata sospesa la licenza di guida al motociclista (novembre 2015), poi il permesso è stato restituito e tutto è come sempre…”













