
«Quello che ha discusso la commissione 4 (Politiche per la salute e sociali) questa mattina, è il testo di un reddito di cittadinanza “straniera”.» Il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, usa provocatoriamente questo termine, per indicare un provvedimento che allo stato attuale è «completamente sbagliato», nella forma. Infatti, nella seduta in Regione, la bozza del progetto di legge che è stata discussa e che il Carroccio spera di poter vedere emendata, «introduce dei parametri che premierebbero unicamente i cittadini extracomunitari presenti sul suolo regionale – dicono i consigliere Alan Fabbri e Daniele Marchetti – escludendo le famiglie emiliano-romagnole.» Entrando nel merito, il progetto di legge propone la presenza da almeno 24 mesi del richiedente, contrariamente ai 5 anni richiesti dalla Lega. Inoltre, «il parametro Isee fissato a 3mila euro – spiegano Fabbri e Marchetti – agevolerebbe unicamente gli stranieri, escludendo famiglie che, pur in condizione di difficoltà, si vedranno sorpassate in graduatoria per banalità, come il possesso di un vecchio casolare di campagna, magari ereditato dai nonni. Senza contare che il provvedimento uscito dalla commissione non fa alcun riferimento agli anziani.» Insomma, il testo sul reddito di cittadinanza (“straniera”) fa acqua da tutte le parti. «Giudichiamo il provvedimento molto limitativo – accusano Fabbri e Marchetti – e ci auguriamo che il Partito Democratico, come accaduto lo scorso anno, sul testo che riguardava l’accesso agli alloggi di edilizia popolare, accolga la nostra proposta di portare a cinque anni il tempo minimo di permanenza sul nostro territorio. Per una questione di giustizia sociale, ed anche per premiare la stabilizzazione della popolazione residente in Emilia-Romagna.»
Ufficio stampa Lega Nord Emilia-Romagna













