lega nord
«La Regione Emilia-Romagna è in palese ritardo, nell’individuazione dei distretti rurali e agroalimentari. Questa mancanza normativa, di cui l’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli è responsabile, costa importanti risorse, che potrebbero essere viceversa intercettate per questo settore produttivo.» A dirlo è il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea legislativa nel merito. Anche perché, la Regione non perde occasione per sbandierare l’importanza (a parole) del settore primario, salvo poi attirarsi contro le critiche di associazioni di categoria, come la Coldiretti. Le più recenti, in merito all’inerzia con cui procede l’applicazione del Piano di sviluppo rurale, ed il ritardo con cui vengono erogati i risarcimenti per le imprese agricole danneggiate dalla fauna selvatica. Adesso il Carroccio chiede che ci si occupi dei distretti rurali e agroalimentari. «Dei quali – osserva Fabbri – le normative nazionali si occupano da quindici anni (per l’esattezza dal decreto legislativo 228 del 2001; ndr). Regioni di diverso colore politico hanno già legiferato sulla materia, delineando i distretti sul loro territorio, con un’apposita legge, che però manca in Emilia-Romagna.» E’ questo è anche il motivo alla base dell’interrogazione recapitata all’assessore Caselli. «Perché, per poter intercettare importanti risorse nazionali – continua il capogruppo Ln – sarebbe utile alle imprese agricole e agroalimentari poter contare su normative regionali chiare, che disciplinino la materia, ma evidentemente la Regione si occupa dell’agricoltura solo quando fa comodo e a parole, visto che nemmeno le proteste delle associazioni di categoria hanno sbloccato la situazione.» Alan Fabbri chiede in definitiva, all’esecutivo, di colmare la lacuna, creando una norma regionale che disciplini i distretti rurali e agroalimentari presenti sul territorio emiliano-romagnolo, uniformandosi così alle Regioni più virtuose.

Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna