“Questa strumentalizzazione politica tende a generalizzare, senza operare distinzioni, il binomio circo e maltrattamenti agli animali; è come se a Sassuolo ci fosse una famiglia violenta con i figli, mi pare che desumere da ciò un comportamento di botte e sevizie in tutte le case cittadine sia un tantino eccessivo”. A parlare è Massimo Martini, addestratore presso il circo Orfei che fino a lunedì sarà dislocato in città, zona Autoporto. Il nostro interlocutore con la massima disponibilità ci conduce nel reparto ove sono alloggiati i grandi animali per fare vedere che la situazione è all’insegna dell’ordine e della pulizia. Dalla nostra visita ci rendiamo conto di come le bestie appartenenti all’organismo circense in questione godano di spazi abbastanza ampi compatibilmente con quella che per loro rimane una location forzata;il nostro sommario viaggio tra tigri e zebre non vuole assolutamente distogliere l’attenzione da quello che resta il punto nevralgico della questione di cui diremo. “Siamo disposti ad accettare –continua Martini- anche animalisti e chi protesta facendoli entrare e toccare con mano la realtà; sulla manifestazione di protesta di domenica, ore 15.30 qui all’entrata, chiedo solo si svolga in maniera pacifica, poi è ovvio che ognuno è libero di dire ciò che pensa:esprimere la propria opinione rimane un grande gesto di libertà. Per il momento le polemiche –precisa- sulla nostra presenza qui non hanno inciso sull’affluenza del pubblico, numeroso e contento dello spettacolo offerto; ricordo che gli animali facenti parte della nostra famiglia godono di cure e attenzioni e non sono stati strappati al loro habitat naturale: la magia e la meraviglia del circo rimangono gli animali. Parlo per la nostra realtà –puntualizza- il trattamento degli animali come testimoniano controlli di varie forze ed organi competenti è in linea con quanto richiesto dalla rigida normativa in materia –conclude- allora anche gli zoo andrebbero vietati a priori perché sinonimo di costrizione per le bestie,penso sia giusto fare delle valutazioni ad hoc senza lasciarsi andare ad interpretazioni faziose”.Siccome la presenza o meno di un circo investe problemi etici sui quali pare inopportuno e insignificante ogni giudizio, il nodo rimane uno. Il problema non è relativo alla legittimità o meno di cancellare l’ordinanza n°54 del 23 febbraio 2010 a firma Caselli, ma sulle modalità attraverso le quali il neo sindaco Claudio Pistoni sia arrivato a fornire le autorizzazioni per lo svolgimento degli spettacoli. Operare in maniera palese da parte della nuova Amministrazione, con tanto di una presa di posizione pubblica sulla vicenda, avrebbe limitato polemiche e veleni tra maggioranza ed opposizione e probabilmente avrebbe reso meno violento lo strappo con le idee sull’argomento della giunta Caselli; si sarebbe ottenuto lo stesso risultato di concedere l’autorizzazione in modo indolore senza dare adito agli avversari politici di aver agito come padrone assoluto dei destini della città con un taglio netto dalle posizioni contenute nell’ordinanza citata, che fra le altre cose non contiene un divieto assoluto degli spettacoli circensi. Si è persa l’occasione per limare le frizioni tra le parti: questione di stile, la cosa è sfuggita ad un amministratore esperto e preparato come Claudio Pistoni ;nell’occasione il neo primo cittadino non si è rivelato un acrobata infallibile…

Anche l’addestratore circense Massimo Martini rifiuta le generalizzazioni; senza scomodare le questioni etiche intorno alla vicenda il nodo politico rimane cruciale














